Torino, Autunno 2023
Da cogliere, da interpretare, qualche volta da temere, ma indispensabile per crescere. Lo spirito dei tempi è il barometro della nostra civiltà, in particolare per le realtà metropolitane. Più volte abbiamo segnalato che la città va intesa come una creatura vivente: un soggetto aggregato che nasce, cresce, si sviluppa, muore, e in molti casi rinasce, qualche volta meglio di prima. Tutto questo non avviene per ragioni casuali, ma è conseguenza di azioni e scelte degli esseri umani. E i tempi non sono come quelli delle stagioni – regolari anno dopo anno – ma seguono cicli non sempre prevedibili, a volte lenti e in altri casi velocissimi. Torino “città” non fa eccezione, per restare alla macrostoria colse l’occasione per unificare l’Italia, e quella di modernizzare il paese con la civiltà industriale. Più recentemente decise di diventare “olimpica”, trasformando luoghi, attitudini e stili di vita. A vent’anni da allora i giochi andranno a Milano, una sconfitta amara perché evitabilissima. Il perfetto esempio di incomprensione dello spirito dei tempi. Oggi abbiamo tra le mani il PNRR – dedicato all’ambiente e alla transizione digitale – che non è una strada semplice, però è pur sempre molto, a patto di rispettarne presupposti e vincoli. Ma anche in questo caso “lo spirito dei tempi” impone leggi non scritte, però inderogabili: lucidità nelle scelte – leggete bene “scelte” – e rapidità di esecuzione, leggete bene “rapidità”. Perché scriviamo queste cose in pieno autunno? Perché questa è la stagione della ripartenza, della programmazione per i mesi che verranno, delle dichiarazioni di intenti che ci condizioneranno per i prossimi dodici mesi. Quindi – anche se non è scritto da nessuna parte – lo spirito dei tempi ci chiama a raccolta, qui ed ora.
Tutti a procedere per conto proprio, Istituzioni e imprese. Serve ricucire, serve una regia
Tra le tante opportunità da cogliere ne segnalo una: occorre procedere con decisione sul fronte dei collegamenti, dagli aeroporti (quello torinese, ma anche le tratte da e per Malpensa) alla TAV, che si candida ad essere la linea ferroviaria dalla più lenta realizzazione di ogni epoca, per arrivare alla metro: a vent’anni dal debutto una sola linea, che chiude ad agosto e alle 10 di sera. Le metropoli del mondo si segnalano proprio per i loro collegamenti, che, appunto, le rendono “metropoli del mondo”. Torino vanta, invece, una centralità geografica mai pienamente sfruttata. Occorre abbandonare mentalità arretrate e pauperiste, i cantieri sono il presente e molto del futuro: lavoro, cultura, nuove residenze, nuove opportunità. Noi i progetti – come la città dell’Aerospazio, la totale riqualificazione dell’area Torino Esposizioni e Teatro Nuovo, la linea 2 della Metro – li abbiamo, e sono 300 i cantieri da aprire o già aperti. Bene, molto bene, ma fondamentali i tempi, più ancora gli investimenti, perché non ci possiamo permettere indugi. Quello che ancora manca sono il coordinamento e la comunicazione. Una volta si parlava di “Sistema Torino”, magari contestandolo. Oggi la città ci sembra ricca di talenti, risorse e progetti, ma slegata. Tutti a procedere per conto proprio, istituzioni e imprese. Serve ricucire, serve una regia. Per la comunicazione ancora di più, perché oggi esiste solo ciò che viene narrato e narrato bene. A Torino e ancora di più fuori, in Italia e nel mondo. Dove non siamo conosciuti per ciò che valiamo e per quello che facciamo. Ecco – e non certo solo per la reputazione – serve un grande piano per la comunicazione. La posizione di Torino Magazine – che 35 anni racconta la città – è quella idea ideale per cogliere lo spirito dei tempi, per valorizzare e narrare l’esistente ed il futuribile. Per questo abbiamo dedicato nuovamente (col volto di Djokovic, dopo le edizioni Nadal e Federer) la cover alle ATP, dando vetrina ad un evento di altissimo profilo che, purtroppo, continuiamo a veder esaltato solo negli ultimi 15 giorni. Troppo tardi e troppo pochi. E poi a settembre abbiamo dedicato un grande appuntamento alla ripartenza, raccogliendo, spunti, opinioni, progetti e suggerimenti. Tutti insieme, come piace a noi. La rotta giusta per la nostra città.
