A fine settembre abbiamo vissuto una giornata interessante: la mattina eravamo ad ascoltare programma e buoni propositi dell’anno delle OGR, mentre a pomeriggio abbiamo esplorato la realtà di Specht Residenzen. Della mattinata ci siamo portati dietro una bella frase del presidente Canavesio, ovvero che chi sceglie Torino lo fa perché qui si lavora e si vive bene; del pomeriggio ci teniamo invece strette tante storie (che tra poco vi raccontiamo).

Un passo indietro: cos’è Specht Residenzen? È una realtà di respiro internazionale, nata in Germania nel 1988, che ha scelto Torino per portare avanti la propria, evoluta idea di senior housing; un concetto in Europa ormai diffuso e consolidato, di cui Specht Gruppe è leader con oltre 150 sedi in tutta la Germania. Il senior housing, in breve, è l’idea che raggiunta la terza età si possa continuare a vivere in modo attivo e stimolante, coltivando passioni e socialità in ambienti che favoriscano tutto ciò. Specht Residenzen, a Torino in corso Palestro 5, ne è l’emblema: 40 appartamenti, da 60 a 140 metri quadrati, pronti a ospitare singoli o coppie over 65, a cui si aggiungono aree comuni (in cui ascoltare musica, guardare film, dipingere…), lezioni di yoga e fitness, una cucina sempre a disposizione, uno staff attento e operativo H24…

Noi, per capire meglio il concetto di senior housing, e come Specht Residenzen lo applichi, abbiamo deciso di farcelo raccontare direttamente dagli ospiti della struttura di corso Palestro 5; accompagnati dalla direttrice Annalisa Meli e dal suo team.

Il primo è Pino, è nato a Poirino, ma ha vissuto 56 anni a Palermo, per poi raggiungere sua figlia a Torino. Ama Clint Eastwood (come noi) e nel suo bell’appartamento ha una TV con tutti gli abbonamenti streaming possibili. Non ha mai cucinato, ma sta provando a imparare qualche ricetta. Con Specht è stato amore a prima vista, gli chiediamo perché. «Sono stato in RSA, ma questa è un’altra cosa… è come stare a casa». Pino non ha peli sulla lingua (perché dovrebbe?). Peraltro è un enologo, vino preferito? «Tanti dicono Barolo, ma io sono uno da Barbaresco».

Anna Maria & Giovanni sono qua affianco, insieme da una vita. Loro in Sicilia ci sono nati e, come Pino, hanno raggiunto Torino per stare vicini alla figlia. Giovanni parla più con gli occhi che con le parole: è felice di averci a casa sua, è felice che Anna Maria ci racconti della loro nuova vita. La mattina qua sotto c’è il mercato, ideale per una passeggiata e comprare ai banchi. Ci parlano di una “serata pizza” di cui Anna Maria sarà mattatrice, noi riusciamo a strappare una promessa: torneremo per gli arancini.

Laura ci spiazza. Ha una casa bellissima, piena di oggetti creati da lei. Il suo appartamento è coloratissimo ed è uno specchio sulla sua persona. Laura ha un “muro del pianto” personale, una parete su cui da un anno scrive pensieri, e noi ce li siamo letti tutti. Questo posto le ha ridato la vita e il colore dopo anni bui. «Qui vivo, non sopravvivo. A volte quando piove è difficile vedere il sole, e io ero convinta di essere l’unica persona a soffrire. Poi ho capito che, ovviamente, non è così; e mi sono convinta fosse arrivato il momento di tornare a essere la mia priorità. Questo luogo ha decisamente contribuito a salvarmi».
Abbiamo chiacchierato anche con altre persone: Loredana ci ha spiegato che ha cercato un posto così per tutto il nord Italia: visto la domenica, firmato il lunedì; mentre con il dott. Franco, altro residente, ci siamo accordati di massima per una conferenza in cui parlare di fisica sanitaria; ma gli ospiti non finiscono certo qui, ci sono Margherita, Marisa, Francesca… e molti altri. Ognuno ha le proprie idee, passioni e storie, ma l’opinione su questo posto è unica: «Qui si vive bene».

Specht Residenzen non è “solo” una bellissima struttura per la terza età, è la dimostrazione che si può fare, un luogo che restituisce certezze perse, un posto in cui vivere in autonomia in una comunità che continua a guardare al futuro.
SPECHT RESIDENZEN TORINO
011 18483777
www.spechtgroupitalia.it/torino/
info.torino@spechtresidenzen.it

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio pubbliredazionale)
