Nella zona di Torino nord, dove la città cambia ritmo e identità, To Dream Urban District prova a riscrivere il ruolo stesso del centro commerciale, proponendosi come uno spazio da vivere, attraversare, sentire. Un “urban district”, come recita il claim: un quartiere contemporaneo che ambisce a diventare, nelle parole del suo direttore Giuseppe Spissu, una sorta di centro storico di periferia. La sfida non è banale. L’area è complessa, stratificata, spesso raccontata più per le sue problematiche che per le sue opportunità. «Il nostro obiettivo è contribuire al processo di rigenerazione urbana», spiega Spissu. E lo fa partendo da elementi concreti: l’essere un presidio aperto sette giorni su sette, dalla mattina alla sera; oltre duemila persone occupate; un’offerta continuativa di intrattenimento e cultura, sempre gratuita. Un insieme di azioni che punta a generare valore diffuso, sociale prima di tutto.

In questo disegno si inserisce con forza l’anima artistica di To Dream, sviluppatasi come scelta identitaria oltre che come abbellimento estetico. «Da un lato volevamo portare colore in una struttura dal design contemporaneo; dall’altro differenziarci del tradizionale centro commerciale», continua il direttore. È così che, fin dall’apertura, To Dream ha deciso di investire sull’arte urbana, trasformando i propri spazi in una galleria a cielo aperto.

La collaborazione con Graphic Days segna il primo passo, nel 2024, con Look up the Future: un murale nella piazza centrale il cui titolo è già una netta dichiarazione di intenti. Sempre nello stesso anno, in occasione dell’ampliamento del centro, arriva La Cura, opera vincitrice di un contest internazionale (sotto la curatela di Graphic Days) e firmata dall’artista Erika Borgato. Il messaggio è esplicito: prendersi cura del territorio, restituire attenzione e bellezza a uno spazio urbano spesso marginale.
L’ultimo intervento, appena concluso a fine maggio, guarda invece verso l’ampio parcheggio e aggiunge un ulteriore livello di significato. Il progetto ha infatti coinvolto, oltre a Graphic Days, anche l’Istituto Bodoni Paravia: gli studenti hanno ideato l’opera Bloom into color durante sei workshop in aula e presso la sede di Print Club (Graphic Days), nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Un processo partecipativo che trasforma l’arte in esperienza formativa e radicamento sul territorio. La vocazione artistica culturale di To Dream si estende ancora oltre: è stato tappa di Luci d’Artista 2025, con un’installazione, Lanterna, diffusa lungo la via principale del centro commerciale, pensata per rimanere nel tempo. «Speriamo che i nostri stakeholder colgano le ricadute positive di far parte di questo circuito», sottolinea Spissu.
Nel frattempo, lo sguardo è puntato sull’estate. Dal 4 giugno al 1° agosto, ogni venerdì sera il calendario propone appuntamenti gratuiti pensati per un pubblico eterogeneo: DJ set, spettacoli per bambini, cabaret. Un palinsesto inclusivo che trasforma il centro in una piazza contemporanea, alternativa per chi resta in città nei mesi più caldi. È qui che il progetto rivela forse la sua ambizione più interessante: essere un luogo che si attraversa anche senza comprare, che si vive per stare insieme e partecipare, per sentirsi parte di qualcosa. E allora quel nome, To Dream, va ben oltre l’essere un’abbreviazione di Torino. È un invito. In questo angolo di città, sognare di reinventarsi non è solo un brand, ma un progetto condiviso.
TO DREAM URBAN DISTRICT

(foto MARCO CARULLI e TO DREAM URBAN DISTRICT)
(Servizio pubbliredazionale)