News

Trattoria della Posta

perché sì

Primavera 2024

È UN SÌ PER LE TOVAGLIE A QUADRI, GLI AGNOLOTTI, LA FINANZIERA. È UN SÌ PER TRE GENERAZIONI DI AMORE, PER IL GELATO FATTO IN CASA, PER LA CONTEMPORANEITÀ DI UNA CUCINA SENZA TEMPO, CLASSICA E A SUO MODO INNOVATRICE

Trattoria della Posta - Enzo Monticone

Enzo Monticone

Dentro uno speciale food primavera non poteva certo mancare la Trattoria della Posta. È una specie di dogma: se ci ritroviamo a narrare nel primo numero dell’anno della buona cucina del territorio, ci inseriamo anche la Posta, Enzo Monticone, le tovaglie a quadri e la loro lunga, ultradecennale storia di testimoni della tradizione enogastronomica piemontese. Un po’ come quando parliamo di pasta ripiena, quindi di agnolotti, non ravioli o marubini. Come quando masti chiamo un cicles e non una cicca. O ancora come quando facciamo corrente in ufficio e apriamo la finestra, non un po’, ma una frisa. E attenzione, non si tratta qui di campanilismi fini a se stessi, o di retorica lessicale da piola, ma di vera e propria identità; che, insieme alla passione, compone il leitmotiv di questo numero e coinvolge un po’ tutte le nostre pagine, anche quelle food.

Trattoria della Posta - Gli agnolotti di Enzo e la crème caramel e bunet

Gli agnolotti di Enzo e un classico: crème caramel e bunet

Su un immaginifico vocabolario urbano in cui a ogni parola corrisponde una trattoria, affianco al duo identità & passione, troveremmo sicuramente la Trattoria della Posta. Per avvalorare questa affermazione potremmo citare tutte le preparazioni fatte a mano da Enzo (dagli agnolotti agli gnocchi, dal gelato al bunet, a tutto il resto), potremmo elencare le verdure della sua cascina che poi finiscono ad accompagnare nei piatti brasato o finanziera, o ancora potremmo tracciare l’organigramma dei rapporti di fiducia, amicizia, lavoro che portano su queste tavole vini, salumi, formaggi a chilometro meno che zero. Potremmo, ma non lo facciamo (oddio, un po’ lo abbiamo fatto), e scegliamo di affidarci alla frase con cui un’amica ha esordito entrando per la prima volta alla Trattoria della Posta: «Mamma mia, sembra un posto in cui mi portavano i miei da piccola, non pensavo esistessero più trattorie così». Chiusura, sipario, a casa.

Trattoria della Posta - I salumi a km zero della Posta

I salumi a km zero della Posta

Tutto l'amore di Enzo e della sua famiglia per la buona cucina del territorio

E invece no, tocca rispondere. Queste trattorie esistono ancora, perfino rinascono, e cavalcano la propria identità, che in un mondo fortemente globalizzato non è solo l’anima di un’attività, ma un incredibile strumento di marketing. Per sparlare un po’ dei nostri amici milanesi: a Milano è sempre più complicato trovare un risotto alla milanese degno di questo nome. E i nostri cugini a volte sembrano un po’ turisti a casa loro. Noi, come al solito, abbiamo un’enorme fortuna, e, sempre come al solito, fatichiamo a capirla, e di conseguenza a valorizzarla.

Trattoria della Posta - Sua maestà il brasato

Sua maestà il brasato

Torino ha un patrimonio di trattorie, storie e tradizioni enorme, che non è un vicolo cieco rivolto al passato, ma un salto utile ed entusiastico verso il futuro. La Trattoria della Posta è oggi sia hipster che classica, sia innovativa che autentica; è sostenibile, attenta alle materie prime, alla filiera cortissima, all’identità mai abdicata di una trattoria che da oltre tre generazioni sfama la propria gente con prodotti di qualità altissima. Non per fare i fenomeni, ma perché nel proprio DNA ha “solo” questo tipo di ristorazione.

Lo spreco è ridotto al minimo non perché ce lo dice il bilancio di sostenibilità, ma perché la cultura degli avi ce lo insegna da mezzo secolo. E la soddisfazione del cliente è al primo posto non per un modello di business indicato dal CDA, ma perché l’accoglienza è parte integrante del mestiere. Sommando tutte queste componenti, ci si rende conto di quanto una trattoria ai piedi della collina torinese, attiva dagli anni ’50, sia conti alla mano più contemporanea di tante bistronomie nate di recente. Enzo Monticone non lo “ammetterebbe” mai, d’altronde è come la sua cucina: vero e schietto; però lo si può leggere attraverso i suoi gesti: «La trippa, come la finanziera, è una questione di delicatezza e tecnica. Oggi fortunatamente tanti clienti, spesso giovani, riscoprono questi piatti, e quindi è una responsabilità doppia prepararli. Servono pazienza e correttezza».

Trattoria della Posta - Gnocchi al Castelmagno

Gnocchi al Castelmagno

La cucina della Posta è pregna di affetto, e nonostante a volte l’atteggiamento sia un po’ burbero (fa anche parte del personaggio), le ricette di Enzo Monticone sono ricette gentili. Figlie del desiderio di trattare bene anzitutto le materie prime, e poi, di conseguenza, chi sceglierà questi piatti e queste tavole. Quindi, la domanda iniziale era: dentro uno speciale food primavera può mancare la Trattoria della Posta? Assoluta mente no. Il motivo? Tutto l’amore di Enzo e della sua famiglia per la buona cucina del territorio, insomma: identità e passione.

 

La Trattoria della Posta è veramente il luogo adatto per intraprendere un tour culturale nella storia della ristorazione cittadina, d’altronde Enzo è la terza generazione dei Monticone, che da più di settant’anni, portano avanti la loro idea di cucina.

La famiglia Monticone è proprietaria della Trattoria della Posta dal 1951 e ne porta avanti antiche tradizioni e buoni piatti piemontesi all’insegna della genuinità.

 

TRATTORIA DELLA POSTA

Strada Comunale di Mongreno, 16 – Torino

Tel. 011.8980193

www.trattoriadellaposta.com

Facebook: Trattoria della Posta Torino

Instagram: trattoriadellapostatorino

 

Trattoria della Posta logo

 

(foto CHIARA ARLOTTA)

(Servizio publiredazionale)