Da piccoli ci facevano disegnare e ritagliare le foglie autunnali sui fogli. Oggi a Torino le foglie ad ottobre sono quasi tutte verdi. Perché? Perché le cose cambiano, per un motivo o per un altro. E noi ci rimaniamo male. Funziona sempre così: il calcio dopo Baggio non doveva più esistere (non così almeno), la musica dopo gli Oasis, il cinema dopo Marlon Brando. Invece poi è andato avanti abbastanza tutto, simile, ma non uguale. E noi che cosa cerchiamo? Cerchiamo quelle sensazioni che non dovremmo più poter trovare… E invece capita che in qualche modo, a volte, le ritroviamo. Perché gli uomini, quelli sì, sono tutti diversi e tutti uguali, anche attraverso le epoche. Per ritrovare l’autunno a tavola, quello che fuori non esiste più; quello che sui banchi di scuola non c’è, e neanche negli scivoloni sulle foglie bagnate mentre si gioca a pallone in campi di mezza periferia, il luogo a Torino è affettuosamente lo stesso: la Trattoria della Posta.
La Trattoria della Posta è luogo in cui recuperare i gusti autentici delle cose
Semplicemente perché mentre tutto è andato impietosamente avanti, alcune dinamiche alla Posta sembrano essere rimaste invariate. Preziosi meccanismi custoditi, oliati, protetti dalla terza generazione dei Monticone, e in particolare da Enzo, esponente della famiglia che da oltre mezzo secolo sfama gli affamati d’autunno, di good vibes (direbbero oggi) e di gnocchi caldi col formaggio. Con Enzo abbiamo parlato per buoni dieci minuti (ed Enzo è vecchia scuola, quindi di norma non parla tantissimo) di padelle. Padelle? Sì, e anche pentole. Perché la qualità dei risultati passa da elementi semplici, ma allo stesso tempo fondamentali; e in certi momenti quasi dimenticati. Tutti a parlare di materie prime e abbinamenti di gusto, ma chi pensa alle pentole? Per fortuna qua ci sono stoviglie valide, e poi c’è anche tutto il resto: c’è un giro di antipasti sia caldi che freddi che muta col mutare delle stagioni, ma conserva in ogni periodo il fascino di una tavola imbandita (di colori, sapori, profumi) che purtroppo nelle nostre case “rapide” raramente vediamo. Ci sono i formaggi, i salumi, il vitello tonnato, le acciughe, la frittata, le verdure… Una sorta di enciclopedia di ciò che stagione, fornitori fidati, cascina di Enzo e fato, offrono alla cucina della Posta.

A novembre sarà poi stagione di bagna cauda (tutti i weekend novembrini alla Posta, mi raccomando non per detevela), ma nel frattempo ci godiamo gli gnocchi nella versione al gorgonzola e non al Castelmagno, che sono per molti un po’ un simbolo dell’autunno. Soprattutto per un fatto di calore, letteralmente. I gnocchi trattengono quella salvifica temperatura, fondamentale negli anni in cui l’autunno era autunno e già a ottobre il freddo ce lo avevi nelle ossa. E poi gli gnocchi sono quelli della nonna, anzi della mamma, e simboleggiano casa e tradizioni e affetto familiare. Insomma, un cult. Dopo gli gnocchi noi ci siamo goduti anche la guancia brasata al barbera con le verdurine. Che in ambito di successo mediatico sta scalando notevoli posizioni nei confronti del classico brasato. Tradizionalisti o “innovatori”? Non è obbligatorio scindersi, si possono mangiare entrambi! Il bello della Trattoria della Posta è che oggi il menù era questo, domani chissà. Ed è così che deve funzionare la ristorazione sostenibile di cui tanto si parla, predicando spesso bene e razzolando spessissimo male.

Lasciamo che stagioni e ristoratori (specie se bravi) allestiscano e gestiscano i menù, perché solitamente è così che vengono fuori i risultati migliori. Per dolce, affianco a due torcetti con la crema chantilly, ci siamo gustati un sorbetto all’arancia fatto da Enzo. Di per sé un particolare trascurabile, ma riflettendoci su non lo è affatto. Quel sorbettino sapeva dannatamente di arancia, scorza inclusa. «Uso tutta l’arancia – ci ha precisato Enzo Monticone – anche la buccia, perché così rimane il gusto vero, anche con il fondo un po’ amaro; e poi ci gioco con qualcosa di dolce come i torcetti o la chantilly». Mea culpa, ma da tempo non ci scontravamo così frontalmente con il sapore vero e aggressivo dell’arancia. È stato piacevole, come una dura verità. Ecco, la Trattoria della Posta è luogo in cui recuperare i gusti autentici delle cose. Prerequisito fondamentale per poi riconoscerli quando li si incontra, e per apprezzarli, quando ci piacciono.
La Trattoria della Posta è veramente il luogo adatto per intraprendere un tour culturale nella storia della ristorazione cittadina, d’altronde Enzo è la terza generazione dei Monticone, che da più di settant’anni, portano avanti la loro idea di cucina.
La famiglia Monticone è proprietaria della Trattoria della Posta dal 1951 e ne porta avanti antiche tradizioni e buoni piatti piemontesi all’insegna della genuinità.
TRATTORIA DELLA POSTA
Strada Comunale di Mongreno, 16 – Torino
Tel. 011.8980193
Facebook: Trattoria della Posta Torino
Instagram: trattoriadellapostatorino
(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
