Questo autunno è uscito nelle sale The Smashing Machine di Benny Safdie. Un film biografico sul lottatore Mark Kerr, interpretato da un Dwayne Johnson, per tutti The Rock, completamente asservito alla causa, abbastanza irriconoscibile e particolarmente elogiato per una performance che molti critici pensavano non gli appartenesse.

Cambiare pelle, sul set come nella vita, non è una questione facile; servono coraggio, idee e determinazione. Tutte componenti che abbiamo ritrovato in Vibes (via Montebello 22), más que un bistrot, più che un locale un bel sogno. Ma facciamo un passo indietro.

Anzitutto dove siamo? Probabilmente nella zona più turistica della città, proprio accanto alla Mole, in un quartiere che potremmo essere a Notting Hill come a Saint-Germain, a Parigi come a Londra. Una zona che è bellissima ma non è te (direbbe qualcuno), e in generale una zona che meriterebbe un’offerta gastronomica in linea con il fascino internazionale che la contraddistingue.
Dunque, appassionati e incuriositi da questa sfida urbana, siamo andati a scoprire Vibes, un locale che, da circa due anni, ha messo nel mirino questo cambiamento, facendo un po’ da aprifila per l’evoluzione gourmand della zona e rappresentando in un certo senso una piccola, grande metafora di quello che potrebbe accadere.

Guardando Vibes viene da pensare: «Ah ma allora si può fare!». Certo che si può fare, e lo dimostra la storia nella storia di Vibes, ovvero quella di Fabrizio e Victoria, che si conoscono a Londra, si trasferiscono a Zurigo e poi giungono in via Montebello per edificare il loro sogno.
«Volevo tornare a Torino, dove sono nato, per costruire qualcosa di personale e per ridare qualcosa alla mia terra – ci spiega Fabrizio – Vibes è nato qui perché credo che questo posto sia magnifico: ci sono la Mole, i teatri, i cinema… ma manca una proposta di locali internazionali e di qualità. Volevamo creare un luogo in cui la gente potesse gustare, vibrare e rilassarsi, a ogni ora. Un ristorante con una proposta food adeguata, ma allo stesso tempo un palco per appuntamenti artistici e musicali; un posto in cui stare bene insomma».
Mentre chiacchieriamo Fabrizio ci parla anche di karma: «Vibes è stato disegnato come un locale sostenibile, tecnicamente e umanamente: le materie prime arrivano tutte da piccoli produttori, la linea di dolci e biscotti la facciamo noi, perfino il caffè biologico è marchiato Vibes (tra poco arriverà anche l’amaro, ndr) e i clienti possono acquistarlo per portarsi un po’ di noi a casa…».

Vibes è un po’ uno stato dell’anima, lo è nelle luci soffuse, nella colonna sonora che cambia con il mood della giornata, e anche in un team, quasi completamente al femminile, qualificato e internazionale (pur giocando molto con ricette tipiche piemontesi…). «Senza questa squadra, e soprattutto senza Victoria, che è per me una voce imprescindibile in ogni progetto, non avrei potuto costruire tutto questo».

Ecco, ma cosa abbiamo mangiato noi? Ci hanno sorpreso gli antipasti. Godurioso il tagliere con vitello tonnato, Bra, salsa rossa e acciughe: un manifesto di Piemonte con impiattamento da Soho; brillante la battuta di fassona in tre versioni: uovo & senape, stracciatella e aneto, zucchine a julienne. Ci hanno convinto i due round di primo e secondo: carbonara fatta come si deve e filetto con un’intrigante sinfonia di verdure.
Insomma, lo ha detto Fabrizio e noi siamo abbastanza d’accordo: sua maestà la Mole merita di più; questo angolo di città richiede un’offerta gastronomica adeguata. Vibes è un buon punto di partenza, una voce da ascoltare perché mostra con intelligenza una strada che fa bene alla città tutta.
VIBES
Tel. 011.2078067

(Foto di FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
