Da un po’ di tempo cerchiamo di portare in ogni numero uno Speciale Food stagionale (bel proposito!), ma come si fa a creare uno Speciale Food per un numero Speciale Food? La domanda mi devasta, come diceva un bravo fumettista.

In cerca di una soluzione adeguata, e dell’ispirazione giusta, ci siamo messi letteralmente a camminare per Torino… e ci siamo imbattuti in una domanda ancora più grande, ovvero: ma cosa ci aspettiamo oggi da un ristorante?
Iniziamo dalle basi: sicuramente (e fortunatamente) non ci aspettiamo certo di levarci di dosso una fame che non abbiamo praticamente più; ma ciononostante è ovvio che ci aspettiamo diverse cose, se no non spenderemmo in ristoranti, non li cercheremmo, non li brameremmo e neppure ne parleremmo.
Ecco dunque l’idea: abbiamo provato a pensare ai motivi per cui ci piace andare a mangiare fuori (al ristorante, in piola, in trattoria…) e a ognuno abbiamo abbinato un consiglio torinese per dare forma a questi desideri. Anche se, come insegnano i latini, i desideri sono come le stelle (de sidera): belli, lontani e irraggiungibili; mentre i ristoranti sono più che tangibili, e ve lo dimostriamo adesso. Nota introduttiva: noi ne abbiamo trovati 10, voi divertitevi a cercare i vostri. 18).
- Andiamo a mangiare fuori… perché troviamo cibi che a casa non cuciniamo.
Forse il principe di questa categoria è il sushi. A casa possiamo provare a cucinare abbastanza ogni piatto, ma il sushi fatto per bene è come il basket dell’NBA: uno spettacolo da vedere seduti, allo stadio o alla TV, difficile pensare di riproporlo. In città per noi il meglio è Kensho (via dei Mercanti 16), la soluzione qualità-prezzo Osaka (via Rivalta 23), quello che non ti aspetti Oinos (via della Rocca 39). - Andiamo a mangiare fuori… perché cerchiamo una diversa forma di convivialità.
E qui ci piace citare un’apertura recente in città, ovvero l’Hostaria Senza Pretese di Franchino Er Criminale (via Stampatori 10). Chiaramente abbiamo trovato molti turisti digitali del gusto, ma tolti loro ci siamo confrontati davvero con un bel clima, conviviale e divertente, accompagnato da supplì a regola d’arte, fave e pecorino meravigliosi (la semplicità che ci piace) e un’ottima amatriciana (al dentissimo).
Sinfonia di sushi da Kensho - Andiamo a mangiare fuori… perché non abbiamo voglia di cucinare.
Piattini Caffè e Vini (via Corte d’Appello 9) ha fatto subito breccia nel cuore di tanti, portando in città una proposta di ristorazione come da titolo: ovvero con piattini, caffè e vini. C’è tanto Piemonte nelle proposte, i vini sono interessanti e il risultato è un posto in cui si sta bene, circondati sempre da una piacevolissima atmosfera. - Andiamo a mangiare fuori… per fare bella figura.
Capita. E quindi si va da Madama Piola (via Ormea 6). Qui ci sanno davvero fare: il posto è bello, i piatti buoni, perfino la mise en place è curata al millimetro. E poi il cibo fa rima con ciò che ci piace: vitello tonnato, carpione, bollito… - Andiamo a mangiare fuori… per celebrare un momento importante.
E al contrario di quello che potreste pensare, niente stellati o affini, perché certi riti preferiamo celebrarli al ristorante come fossimo a casa, e quindi in trattoria, anzi alla Trattoria della Posta (strada Mongreno 16), tra un formaggio e una guancia brasata.
Guancia brasata e puré - Andiamo a mangiare fuori… per raccontare la nostra terra a chi viene da altrove.
Se non vogliamo sbagliare i forestieri li portiamo da Scannabue (largo Saluzzo 25). Un calcio di rigore in movimento. Raccontare la magia della cucina piemontese potendo contare sulla qualità di Scannabue è perfino troppo semplice… Ma in fondo basta che funzioni! - Andiamo a mangiare fuori… per viaggiare restando fermi.
A Torino la multiculturalità è di casa. Per la Cina proponiamo Interesting Food (via Assietta 15). Per il Perù ecco Vale un Perù (via San Paolo 52). Per la Grecia la Taverna Greca (via Monginevro 29). Per la Georgia invece Tre Qvevri (via San Domenico 12). E molti altri. - Andiamo a mangiare fuori… perché ci invitano.
E speriamo ci invitino da Ceccarelli (via Santorre di Santarosa 7), anche perché è il classico ristorante in cui una certa Torino ti invita. Noi abbiamo ancora un conto in sospeso con un maialino cotto a bassa temperatura eccezionale cui abbiamo promesso un bis…
Maialino a bassa temperatura da Ceccarelli e la tartare in quel del Belvedere - Andiamo a mangiare fuori… per stare tranquilli.
A volte ci sediamo a tavola per stare un po’ per conto nostro, ammettiamolo. Dopo le consuete cascate di parole, è bello sedersi e dar fiato solo per ordinare qualcosa di buono da mettere sotto i denti. Per noi la pace è il dehors del Belvedere (via Annibale Caro 12): serenità e qualcosa di fresco, tipo una tartare. - Andiamo a mangiare fuori… per passeggiare in modo diverso.
Ebbene sì, esiste anche l’asporto, ve lo stavate dimenticando? Noi ovviamente no, perché per quanto possa essere in parte scomodo, il cibo da passeggio è un piacere che amiamo coltivare. Due direzioni: pizza in teglia (da Tellia in via Maria Vittoria 20) oppure un bel tramezzino (da Tramezzino Torino in via Fratelli Calandra).
