«Fino all’ultimo bicchiere, fino all’ultimo dei guai. Fino all’ultima parola che non ci siam detti mai…». C’è tanta poesia nei testi delle Bull Brigade, band torinese un po’ underground, ma dalla poetica che abbraccia tutti quelli che hanno ancora voglia di respirare e cantare un certo tipo di emozioni. In questo senso li apprezziamo e li parafrasiamo per parlare di uno dei miei piatti preferiti, ovvero il risotto. E dunque sia così: fino all’ultimo risotto.
Esatto, partiamo proprio dalla fine: il risotto a cui sono più affezionato di sempre è indubbiamente quello di mia nonna, passato come lei, come le punizioni di Del Piero e la voce di Amy Winehouse. Non era quello un risotto perfetto, anzi, ma in quel misto di carne e vino rosso c’era un qualcosa di speciale, un qualcosa che probabilmente rende speciale il concetto stesso di risotto per molti di noi. Cerchiamo di capire perché…
Il risotto è calore, casa, condivisione, quantità, recupero, tecnica, approssimazione, precisione e tavola a cui riunire attorno tanti affetti. Quasi ognuno di noi ha un risotto del cuore (e nel cuore), come fosse un film o una canzone. E non a caso quando andiamo fuori, al ristorante, raramente ci capita di ordinare un risotto che quasi ci risulta decontestualizzato. In più, rimane vivido in certe generazioni l’ammonimento categorico dei nostri genitori: «Non ti azzardare a prendere il risotto che ci mette 20 minuti e non mangiamo più»; dichiarazione forte, un po’ vera e un po’ leggenda metropolitana (come spesso accade).
Nonostante le precedenti affermazioni, esistono in città diversi luoghi in cui mangiare un risotto come si deve. Con l’onda, alla novarese, croccante, agrodolce… per quanto ognuno di noi abbia il suo risotto style prediletto, esistono tanti modi diversi in cui cucinarlo e gustarlo. Speriamo che in questi 5 suggerimenti per un ottimo risotto a Torino (e dintorni) ci sia anche il vostro preferito, o perlomeno simile; a noi sono piaciuti tanto tutti. Mai come quello della nonna però…
Solferino
Al Solferino cucinano bene molti piatti che attualmente ci sembrano perfino un po’ vintage, dagli sformati ai brasati, con un approccio un po’ piemontese ma che strizza l’occhio all’attenzione per i dettagli tipicamente francese. Tra i piatti ovviamente anche il risotto che varia in base alla stagionalità, ciò che non cambia è che è buono.
piazza Solferino, 3/B – Torino
Osteria Rabezzana
Qui andiamo su un risotto classico, peraltro cucinato da uno chef (Beppe Zizzo) che piemontese non lo è, almeno non nei documenti, ma per adozione ormai possiamo considerarlo tale. E non tanto per affetto (anche), ma perché maneggia le ricette nostrane con grande maestria. Il risultato? Un risotto al Barolo con salsiccia e granella di Castelmagno da leccarsi i baffi.
via San Francesco d’Assisi, 23/C – Torino
La Taverna di Frà Fiusch
Quel pirata della cucina che è Ugo Fontanone è anche un gran maestro di risotti, a noi l’ha dimostrato più volte, ma il preferito è sicuramente quello alle ciliegie. Un gustoso, bilanciato, stupefacente, encomiabile esercizio di tecnica e capacità nel gestire sapori sicuramente non banali. Lo prepara perlopiù d’estate, ed è festa per il palato.
La Piola di Via Piol
Esce dagli schemi del classico risotto anche chef Mimmo Girioli che una volta ci ha fatto assaggiare un risotto all’amatriciana con gamberi crudi e crema di burrata, veramente di livello. Gustoso e mai sbilanciato, attraente quanto dritto al punto. Alla Piola di Via Piol, in quel di Rivoli, sanno sicuramente cucinare e questo risotto ne è ulteriore dimostrazione.
via Fratelli Piol, 16/A – Rivoli
Rabarè
Ha aperto in via Maria Vittoria un locale da non sottovalutare, che in breve tempo ha già riscosso ottime recensioni. Si chiama Rabarè, è un po’ complesso capirne l’anima precisa, ma gira attorno a un’idea semplice quanto intelligente: cocktail e “snack”. Dove però per gli snack si svaria tra babaganoush, baccalà, pollo fritto nei corn flakes, gamberi al curry di frutta… tutto in formato “mignon”, così da poter imbandire una tavola ricca e stimolante. Noi abbiamo assaggiato anche un risotto con burro acido, polvere di arancia e jus di carne. Segnatevelo.
