Frances Louise McDormand è un’attrice incredibilmente brava, nata nella contea di Ford, in Illinois, nel 1957; ed è difficile vederla in un brutto film, eppure ha recitato in parecchie pellicole. Anzi, ci correggiamo, non è solo brava, è veramente un fenomeno, con una forza recitativa e una capacità di coinvolgimento abbastanza uniche. Pensando a lei ci viene in mente una delle sue ultime fatiche, ovvero Nomadland di Chloé Zhao (2020), un film meraviglioso in cui la McDormand giganteggia nei panni di una donna e della sua quotidiana sfida ad affrontare la vita. E in questi panni ci lascia senza fiato, raccontandoci una forza e un coraggio semplici ma appunto mozzafiato, più permeanti di qualunque cavaliere o eroe a cavallo.
Per l’8 marzo, ovvero la festa della donna, parliamo di donne che hanno creduto nelle loro idee, anche quando non sembravano realizzabili, e che oggi possono godersi un meritato successo. Sono profili diversi, con storie e ambizioni differenti, accomunate però dalla non scontata capacità di essere riuscite a seguire i propri sogni. Ecco quindi 3 donne protagoniste del contesto food torinese e non solo, abili e capaci, ma soprattutto ottimi esempi per chi volesse seguirne le orme.

Mariangela Susigan (Gardenia)
A Caluso (corso Torino 9), a due passi da Torino, sorge il regno di Mariangela Susigan, una vera signora della cucina italiana, un genio culinario ben applicato che da vent’anni gioca con una cucina classica ma sperimentale, in cui il vegetale (e l’orto di proprietà) diventa musa e protagonista. Al talento innato chef Susigan unisce da sempre studi e costanti innovazioni, diventando un riferimento per il territorio e oltre. La “Rossa” ha recentemente tolto la stella al Gardenia, noi non siamo d’accordo, ma sappiamo anche che una stella non fa primavera…
Elisa Neri (Tuttofabrodo)
Con Elisa Neri cambiamo diametralmente binario, la sua storia gira prevalentemente attorno a un’intuizione: Tuttofabrodo. Un ristorante di cucina cinese e soprattutto di ravioli, bao, noodles fatti a mano. Un format vincente e curato, dai colori al marketing fino alle preparazioni. Oggi a Torino i locali sono due (Via Maria Vittoria 41 e Via San Pio V 8), un raddoppio che ben spiega il successo di Elisa e del suo ambizioso progetto.
Erika Gotta (La Bursch)
Terza storia ed ecco il fuoriporta: stavolta si va nel Biellese per conoscere la storia del ristorante La Bursch e soprattutto della sua giovane chef. Erika Gotta è originaria di Cherasco, ha poco più di trent’anni e soprattutto possiede un talento innato per la cucina. All’estro personale accompagna esperienze importanti (vedi quella alla Ciau del Tornavento), sommando a tutto questo una cura estetica decisamente rilevante (e i suoi piatti ce la dimostrano). In più la location è bellissima e poco mainstream. What else?
