San Salvario: uno dei “santi” più amati e controversi di Torino (insieme a San Simone). Uno dei vertici del triangolo della movida torinese (San Salvario, Santa Giulia, Quadrilatero).
Per giocare un po’, vi proponiamo una mini lista di consigli: 4 posti per mangiare (o piluccare) e bere in Sansa, che (forse) non conoscevate. E se li conoscete, avete ovviamente tutta la nostra stima.
Negli anni “Sansa” è cambiato, e anche parecchio. Dal grande calderone di movimento (condito da non poche polemiche) che era anni fa, oggi, a nostro parere, è un quartiere sempre più simile a tanti che si possono vedere in giro per l’Europa, da Londra a Bruxelles (vedi posticini come Marolles). San Salvario oggi non è solo confusione (come vorrebbero i suoi detrattori), certo ha i suoi angoli “critici”, ma è multiculturalità, locali divertenti, ristoranti super interessanti, aperitivi tra i migliori di Torino, enoteche da favola, torrefazioni, panifici “bomboniere” e tanto altro. È quel posto in cui mangiare kebab, cicchetti veneti, gyoza, ceviche, gyros, pizza napoletana, smashed burger, vitello tonnato, burritos, arepas ripiene.
Siamo sicuri che a ogni torinese, citando queste pietanze, vengano in mente per San Salvario posti diversi a cui affidarsi. Noi oggi, per giocare un po’, vi proponiamo una mini lista di consigli: 4 posti per mangiare (o piluccare) e bere in Sansa, che (forse) non conoscevate. E se li conoscete, avete ovviamente tutta la nostra stima.
2018 Bar (corner 23)
Iniziamo probabilmente con uno dei meno conosciuti. Ci troviamo in via Goito angolo via S. Pio V (ecco il corner), e già il nome è tutto un programma: risulta decisamente ambiguo, come un po’ tutto questo posto. Proviamo a riassumerlo rapidamente: saliamo tre gradini e ci catapultiamo in una sorta di trattoria cinese bella autentica, con i tavoloni di legno e un corgi (sì, il cane) che ci guarda. La frequentazione è così assortita: gastronauti, hipster e cinesi (che è sempre un ottimo indicatore). Il menù è ampio ed è tutto ciò che di più distante esiste da un “classico” ristorante cinese in Italia: qui si assaggiano i sapori veri di una nazione sconfinata e diversissima gastronomicamente nei suoi territori. Noi consigliamo assolutamente gli spiedini (c’è un’intera sezione), le costine (di ogni genere), le paste fresche in brodo. Per i curiosi esploratori del gusto questo posto è da mettere in wish-list.
ISOLA
Proseguiamo su via Goito. Il nome completo è ISOLA Bar con cucina, vini naturali, e dice abbastanza tutto. Da ISOLA a tavola ci si diverte, perché la cucina ama giocare, cambia, evolve, studia proposte nuove e fa da spalla a una proposta di vini veri protagonisti: una scaffalata che non è facile trovare altrove. Naturali sì, ma scelti per bene, e per chi ama curiosare nell’universo del vino “nuovo”, questa enoteca con cucina è assolutamente da provare. Nessun uomo è un’isola è un modo di dire, una frase da una poesia di John Donne che ormai fa parte del nostro parlato, e il significato è molto chiaro: da soli non si può. Ci completiamo, a vicenda, con le buone emozioni, con i pregi e difetti nostri e altrui, con le cose che ci mancano, i sogni e le esperienze che non immaginavamo; con una buona bottiglia di vino e un bel crostino colorato. Come si fa qui, da Isola.
Faki San Salvario
Nel nome porta il suo quartiere, San Salvario, di cui riesce a coniugare anima “antica” e contemporanea. Faki è una bella novità del panorama dei locali di Torino, perché sa essere ideale per un after-dinner “movimentato” e allo stesso tempo smart e internazionale nell’aperitivo e nella cena. Quello che ci ha stupito di questa giovane iniziativa è appunto la ricerca della qualità nei cocktail e nel menù (tra popcorn di pollo, crostoni di Bra con avocado e cipolla caramellata, ribs BBQ con verdure ghiacciate…). Faki non fa troppe cose (less is more), ma le fa bene. Con quel pizzico di coraggio e follia che la gioventù garantisce. Dopo un periodo alla ricerca della propria identità, possiamo dire che oggi Faki ha finalmente le spalle larghe. Lietissima nota nella “nuova” San Salvario.
Gallina 2
Chiudiamo con il locale della lista che forse è più conosciuto. O meglio, il primo punto firmato Gallina (a Porta Palazzo) è senza tanti giri di parole un must che tutti i torinesi conoscono. Ora l’avventura continua, in San Salvario (dopo l’esperienza de La Gallina Scannata), con un bel ristorante in via Baretti. La formula è la solita, vincente: piatti di pesce semplici ma di assoluta qualità, e prezzi alla portata di ogni tasca. Gallina ha dimostrato alla città che si può mangiare pesce bene senza spendere troppo. Un format semplice direte voi, e avete ragione, logico e per questo geniale. Dopo neanche un anno di attività il giudizio è abbastanza un plebiscito (prevedibile ma certamente non scontato): recensioni super positive, dal “popolo” e dalla critica. Sempre una sicurezza, anche in Sansa.
