Con James Cameron in copertina non potevamo non dedicare una parte di questo Speciale Food Primavera 2025 proprio agli “effetti speciali” dell’ecosistema gastronomico torinese (qui l’articolo completo), seguiti poi dai consueti consigli food stagionali. In alcuni casi approfondimenti, in altri grandi classici e perfino inaspettati ritorni di fiamma (letteralmente). Quindi, tra formaggi dallo Shropshire, sua maestà l’asparago, cacao sul ragù, tovaglie come bandiere, cotture lente e molto altro, ecco tutte le frecce all’arco di questo nuovo Speciale Food Primavera 2025.
Borgiattino
Si comincia da un consiglio nuovo, sia internazionale che fortemente territoriale, un luogo interessante perché qui si mangia dalle 8 e mezza del mattino fino alle nove e mezza di sera. Borgiattino (corso Vinzaglio, 29) è uno dei grandi riferimenti per acquistare formaggi di ogni genere in città (oltre 130 le referenze), ma di recente si è rifatto il look ospitando uno sfizioso ristorante che vive connesso alla propria gastronomia. Da segnare.

La Taverna Frà Fiusch
TerminUgo Fontanone dà forse il meglio quando può dialogare con le sue materie prime del cuore… E in primavera è tempo di asparago. Ca va sans dire dunque: ecco a voi il risotto con asparago e raschera, o la ricciola con asparago, menta, zucchine e burrata. E ovviamente molto altro. La Taverna di Frà Fiusch (via Beria 32 a Moncalieri) è uno di quei luoghi speciali e finisce di diritto nello Speciale.

Ca’ Mia – Casa Albano
Shabby-chic e guancia con sedano rapa in due consistenze: basterebbe questo a farci dire un deciso “sì”. E invece c’è molto altro. Siamo tornati a Moncalieri da Marco Albano, Davide Tedesco e tutta la banda, e come al solito andiamo via felici. Dopo la suddetta guancia, abbiamo assaggiato un pacchero con ragù di cinghiale, arancia e cacao, e un uovo cotto a 63 gradi con carciofo e fondente di patata. Da Ca’ Mia (strada Revigliasco, 138) si mangia bene, si spende il giusto e ci si diverte. Micro fuoriporta da avere in repertorio.

Ceccarelli
Mestiere, professionalità, estro al servizio del benessere del cliente. La cucina del ristorante Ceccarelli (via Santorre di Santarosa, 7) gira come un orologio, con Walter ed Enrico a fare da garanti. Certi posti li inquadri subito dalla clientela: serena, felice, affezionata. Entrare qui è un tuffo dove l’acqua è alla temperatura giusta e ti vedi i piedi (altro che più blu). Noi abbiamo mangiato insalata di polpo e puntarelle con emulsione di acciuga, risotto certosino e maialino con friarielli. Tutto “girato”, a proposito di Cameron, a regola d’arte.

Establo
Nome argentino, cuore piemontesissimo, per un locale che da oltre quarant’anni racconta, tratta, cucina la carne veramente di lusso. Nel senso che qui padroneggiano l’arte della griglia, espressa in 10 bocche di fuoco finemente regolate, attorno a cui si muove Marco, mattatore e gran cerimoniere, di queste carni. Per noi? Ottimi i tomini e le polentine con fonduta… Però quella tagliata finale di certo non si batte. Un fuoriporta, in strada del Passatempo 3 a Chieri, davvero sorprendente.

Trattoria della Posta
Giungiamo infine in strada Mongreno 16 e al riferimento delle “tovaglie come bandiere”. Tovaglie a quadri che significano identità, tradizione, capacità di portare avanti il lessico delle nostre ricette generazione dopo generazione. La Trattoria della Posta è stata ed è la trattoria dei formaggi, e poi della finanziera, del coniglio, degli agnolotti, della panna cotta fatta come si dovrebbe. La Posta è il consiglio di un amico sincero che ti invita all’approfondimento delle meraviglie gastronomiche del nostro Piemonte. Come fai a dirgli di no?

