Siamo al Parco Dora, qui è la chiesa del Santo Volto, opera di Mario Botta, sorta sulle ceneri di una vecchia acciaieria Fiat. Quattro più altre tre torri di mattoni stanno a simboleggiare le sette virtù cardinali e teologali e si elevano di fronte al parco dure e sfacciatamente moderne, passato e presente uniti.

A memoria della vocazione industriale dell’area, la vecchia ciminiera, lasciata intatta e trasformata in un campanile post moderno.
L’ingresso ci lascia a bocca aperta, la luce esterna filtra dalle fessure delle pareti. La chiesa scende verso la luce che ci irrora man mano che ci avviciniamo al tabernacolo. Sul fondo dell’altare il Santo Volto, quello della sindone ci osserva.
