«Che ci vuoi fare, Hermès non fa borse con le tasche», Jane Birkin. Ancora prima di nascere, i maschietti sanno che una macchina fa brum brum e le femminucce che oh oh fa addormentare la bambola. Un mistero della natura, tipo il triangolo delle Bermuda o il fatto che il wi-fi non prenda mai in bagno.
Io, però, lo sapevo già: i tacchi fanno tac tac e le borse bling bling. Non tutte, certo. Ma ce n’è una che suona più forte delle altre: la Birkin di Hermès. Cara come un diamante, iconica come Audrey Hepburn, desiderata come il weekend quando è mercoledì.
Tutto comincia su un aereo nel 1983, volo Air France Parigi-Londra. A bordo: Jean-Louis Dumas, all’epoca AD di Hermès, e Jane Birkin, attrice e cantante. Il destino li fa sedere vicini e tra una chiacchiera e l’altra… cade l’agenda di Jane. I fogli volano ovunque. Jane si scusa dicendo che nessuna agenda o borsa riesce a contenerli tutti, e Dumas promette di realizzare una borsa capiente, ma soprattutto elegante, nello stile della Maison. Nascono così la Birkin e il suo mito.
Se dici “arancione Hermès”, anche il pantone si emoziona
Sono stati spesso eventi fortuiti a decretare il successo della Maison, per esempio lo sapevate che le scatole Hermès sono arancioni per sbaglio? In origine erano beige con rifiniture marroni, ma durante la Seconda Guerra Mondiale i materiali scarseggiavano e il fornitore aveva solo scatole arancioni. L’idea era “facciamo di necessità virtù”, il risultato è diventato iconico. Oggi quel tono è talmente raffinato che se dici “arancione Hermès”, anche il pantone si emoziona.
Breve manuale delle Birkin da sogno (e da collezione).
Birkin So Black: firmata Jean-Paul Gaultier, allora direttore creativo di Hermès, sfilata Autunno-Inverno 2010. Tutta nera, chicchissima, rarissima. Non si produce più. Chi ce l’ha, non la molla neanche sotto tortura.
Birkin Himalaya: nata nel 2008, fatta di pelle di coccodrillo Niloticus, con sfumature che vanno dal grigio al bianco perlato. Vuole ricordare le cime dell’Himalaya. Una versione con diamanti da 10,23 carati è stata venduta all’asta nel 2017 per oltre 340.000 euro. Hai detto bling?
Birkin Faubourg: lanciata nel 2019, è un omaggio alla boutique parigina di Hermès al 24 di Rue du Faubourg Saint-Honoré. Sulla borsa ci trovi la facciata del negozio: finestre, tende, persino una clochette trasformata in una mini shopping bag. Giuro.
E per chiudere in bellezza, un ultimo dettaglio che farà battere il cuore alle fashioniste: la prima Birkin della storia, quella originale disegnata per Jane Birkin nel 1984, è stata battuta all’asta da Sotheby’s a Parigi il 10 luglio per la cifra record di 8,6 milioni di euro. Rarità? No, sacra reliquia.
Che lo stile sia con voi (e con la vostra Birkin).
