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#iosonotorino

di Fabrizio Corbera

Lo sceriffo di Nottingham

Torino, 19 aprile 2020

Nella Sicilia dei miei avi, le parole erano usate con parsimonia. Questa attitudine riduceva di molto la possibilità di ascoltare stupidaggini. Oggi una modalità di comunicare, ossessiva e scalcinata, sta facendo danni temo irreparabili nel breve. Il danno più grave è che ci stanno facendo considerare gli altri come un pericolo e ci stanno facendo coltivare sentimenti di ostilità verso il prossimo. È l’errore più grande che la politica sta facendo ed il segno maggiore dell’insipienza che ci governa. Sono in buona compagnia a pensarla così.

Nella Sicilia dei miei avi, le parole erano usate con parsimonia. Questa attitudine riduceva di molto la possibilità di ascoltare stupidaggini. Oggi una modalità di comunicare, ossessiva e scalcinata, sta facendo danni temo irreparabili nel breve.

Aldo Grasso ha scritto di recente che creare incertezze e dubbi provoca danni e disorienta e le colpe vanno divise fra una leadership poco carismatica, talk show dove qualunque profano dice la sua e virologi in perenne contrasto tra loro”. Pier Luigi Battista sul Corrierone spiega che chi ci governa sta gettando il paese nell’angoscia che è cosa diversa e peggiore della paura: “per governare l’angoscia occorrono messaggi chiari e scadenze per identificare un percorso con una meta“. Purtroppo non sta accadendo e anche tutte le iniziative prese con annunci altisonanti dai rappresentanti del governo, non generano nulla all’atto pratico. Invece di annullare le imposte si parla di crearne una nuova ad hoc, l’Inps sta dimostrando una inadeguatezza sconfortante, le casse delle varie categorie invece di erogare un contributo utile a fare la spesa, promettono di scalare il contributo dalle tasse future (se non fosse una risposta tragica e senza vergogna ci sarebbe da fare del cabaret). E dei miliardi promessi dopo due mesi di obbligo alla serrata, non si è visto neppure un euro. E pare chiaro nulla sarà dato a rimborso della imposta inattività ma solo a prestito, a dimostrazione di come la burocrazia che il 27 si dà lo stipendio, pensi solo a mantenere il proprio anche se tutto intorno è la miseria; proprio come lo sceriffo di Nottingham.


Questo è un paese che ha visto talmente di tutto e si è assuefatto ai peggiori cialtroni, che non farà nessuna rivoluzione ma cercherà come sempre di cavarsela ognuno per sé. Mi domando dove siano i nostri imprescindibili intellettuali della gauche al cachemire, mi domando come mai neppure di fronte ad un esperimento di segregazione sociale degno di un manuale di storia contemporanea,  una parola di onestà si faccia largo nella palude di pregiudizi che li ha sempre governati. D’altronde erano rimasti silenti anche all’annuncio trionfante dal balcone della menzogna più grande di tutte “abbiamo abolito la povertà” e silenti resteranno nell’attesa di entrare nell’era degli Hunger Games. O magari no, è solo un brutto periodo, che grazie agli uomini di buona volontà, passerà. Come ha detto l’unico gigante tutto vestito di bianco davanti a una piazza vuota eppure strapiena.