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Con i piedi per terra

di Maria Lodovica Gullino

Verde sportivo sempre più green

Torino, Autunno 2023

Con la nostra città che si prepara a vivere l’emozione delle ATP Finals, non possiamo non soffermarci sui campi sportivi. I campi con manto in erba furono i primi ad essere realizzati per giocare a tennis, sport che nacque in Inghilterra. Essi hanno la caratteristica di essere molto veloci, dando alla pallina un rimbalzo piuttosto breve, basso e variabile (a seconda dell’altezza e umidità dell’erba), che rende più difficile gli scambi da fondo campo. Per questo, quando si parla di tornei in erba, si pensa sempre a un torneo il più delle volte vinto da un giocatore d’attacco che gioca bene sotto rete. I campi da tennis in erba richiedono, così come tutti i campi sportivi, un forte impegno per la manutenzione. Solo i circoli con buone disponibilità economiche possono permetterseli. Purtroppo, nel caso del tennis, così come per molti altri sport, i campi in erba stanno via via sparendo, a favore di altre tipologie di superfici, comportando un cambiamento radicale nella tecnica e nelle strategie di gioco.

I campi con manto in erba furono i primi ad essere realizzati per giocare a tennis

La crescente attenzione per l’ambiente fa, però, sperare che ci possa essere, almeno per i giocatori più attenti e di conseguenza per i circoli, un ritorno all’erba. Quella vera! Per fortuna molti circoli hanno scelto di mantenere i manti erbosi e negli ultimi anni hanno adottato tecniche di gestione molto sostenibili. La sostenibilità ambientale, intesa come riduzione degli apporti nutrizionali, idrici e di prodotti fitosanitari, sta diventando fondamentale anche nella gestione dei tappeti erbosi, sia sportivi che ornamentali. La Comunità europea ha già imposto una fortissima riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari di sintesi nei campi sportivi. E lo stesso si sta osservando in paesi dove la cultura del tappeto erboso è storica, come Stati Uniti e Gran Bretagna. In Gran Bretagna gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sono diventati un tema fondamentale per il Royal and Ancient Golf Club di St Andrews, la massima istituzione del mondo del golf. In Italia il Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari nel 2014 ha stimolato i manutentori del verde a utilizzare nuove soluzioni che potessero fornire comunque un risultato di qualità, spaziando da un’intensificazione del ricorso a corrette pratiche agronomiche all’uso di biostimolanti, dall’impiego oculato delle fertilizzazioni alla maggiore attenzione nella distribuzione dell’acqua. Il cambiamento climatico a volte “aiuta”, spingendo verso l’impiego di specie cosiddette macroterme, che permettono un considerevole risparmio idrico. Un ulteriore supporto viene fornito dall’adozione di corrette pratiche agronomiche, che favoriscono l’approfondimento radicale e permettono una più attenta e precisa gestione dell’acqua, evitando eccessi idrici, distribuendo questa risorsa solo quando è strettamente necessario. Vengono anche in aiuto in questo senso i nuovi impianti di irrigazione che permettono una distribuzione più puntuale e la possibilità di monitorare con sensori la quantità di acqua presente nel terreno, con una riduzione complessiva stimata di circa il 20-30%. Oggi quindi è quanto mai importante la presenza nei Circoli sportivi di operatori preparati e continuamente aggiornati, che sappiano monitorare costantemente le condizioni del tappeto erboso per mantenere un elevato standard qualitativo. Ovviamente il ritorno all’erba è incoraggiato dalla presenza di clienti con una elevata sensibilità ambientale, capaci di apprezzare il piacere di giocare e rilassarsi su un manto verde.