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Con i piedi per terra

di Maria Lodovica Gullino

L’agricoltura ha fatto centro

Torino, Speciale 2023

Dal 31 marzo al 2 aprile importanti temi relativi all’agricoltura, dal cambiamento climatico al lavoro, dalla globalizzazione al rapporto uomo-natura, passando attraverso una nutrita “cassetta degli attrezzi” (che ha permesso di descrivere le tecnologie più innovative e gli strumenti più avanzati per produrre cibo sano e sicuro), sono stati trattati, per il grande pubblico, nel centro di Torino, nelle stesse sale che solo pochi giorni prima avevano ospitato i dibattiti e le lezioni di Biennale Democrazia. La presenza di un pubblico attento, curioso, preparato ci ha fatto percepire che la sfida che ci eravamo posti, quella di parlare di agricoltura nel salotto di Torino, è stata vinta. La nostra città ha sempre mostrato una grande sensibilità nei confronti del comparto enogastronomico che, pur non caratterizzato da molti ristoranti pluristellati, gode di una presenza diffusa di ottimi ristoranti. Per queste ragioni parlare di cibo a Torino non è difficile.

La sfida che ci eravamo posti, quella di parlare di agricoltura nel salotto di Torino, è stata vinta

Più interessante e sfidante ci è sembrato parlare di agricoltura in una città che, comunque (e forse non tutti lo sanno) è circondata da vecchie “cascine” del tutto attive, oltre che essere localizzata in una regione in cui l’agricoltura ha un’importanza economica notevole. Il pubblico di Torino, abituato a eventi culturali oramai storici, ha dimostrato di gradire che venisse affrontato un tema nuovo, spesso non percepito in tutta la sua importanza economica oltre che culturale. Non solo. Spesso i timori che ci pervadono, come consumatori, quando veniamo a conoscere, in modo non sempre completo, innovazioni che toccano il tema del cibo, sono dovuti al fatto che non conosciamo i processi che portano a tali risultati. La recente pandemia ci ha fatto toccare con mano, dopo anni di vacche grasse, il rischio di restare con i bancali vuoti nei supermercati: per una difficoltà nella produzione e/o per problemi puramente logistici e di distribuzione. La guerra in Ucraina ha fatto scoprire, a chi ne era totalmente all’oscuro, la rotta di alcuni prodotti di consumo quotidiano che nel nostro immaginario sono coltivati nel nostro paese ma che, invece, arrivano da lontano. Per finire, la siccità che ci sta attanagliando, particolarmente grave in Piemonte, fa capire, anche ai più scettici, che gli effetti del cambiamento climatico saranno disastrosi e avranno un impatto enorme sul nostro modo di vivere e di alimentarci. Gli stessi fattori che hanno convinto gli organizzatori di ColtivaTo, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, a portare l’agricoltura in pieno centro, hanno spinto i torinesi a varcare i portoni dei palazzi storici per meglio conoscere un settore economico spesso e ingiustamente trascurato. Del resto l’apertura di Ilaria Capua, sulla salute circolare, ha immediatamente fissato la centralità del tema che si voleva trattare. Solo per fare un esempio, oggi si dibatte molto su temi quali il consumo di insetti e di cibo cosiddetto sintetico, senza conoscerne i processi produttivi, i vantaggi e gli svantaggi, i possibili impieghi in altre aree geografiche, in un futuro più o meno lontano. Credo che ColtivaTo abbia permesso di gettare un seme per favorire una migliore conoscenza di alcuni processi. Dalla conoscenza derivano sempre scelte più consapevoli da parte di noi consumatori.