News

  • Dario Gallina: le parole chiave? Progetti, accelerazione e positività - Leggi tutto
  • Cristiano Fiorio: un futuro straordinario è possibile - Leggi tutto
  • Riccardo D'Elicio: lo sport come fattore di rinascita per Torino - Leggi tutto
  • Benedetto Camerana: progettare per rigenerare il nostro patrimonio - Leggi tutto
  • Luca Ballarini: Torino è la città bella - Leggi tutto
  • Chiara Appendino: sei pilastri per il futuro - Leggi tutto

#iosonotorino

di Claudio Marchisio

Claudio Marchisio: pensiamo a un modello sociale diverso

«Se c’è qualcosa che questa emergenza globale ci ha insegnato è la necessita di progettare le nostre città affinché siano in grado di rispondere in maniera sempre più rapida ed efficace ai bisogni. Torino non può esimersi da questi ragionamenti se vuole continuare a essere la città più bella del mondo (come e oggi secondo il mio modesto parere). Non basta più ragionare solo in funzione delle necessità quotidiane, ma bisogna essere in grado di rispondere a ciò che riteniamo improbabile.

Che l'esperienza di questi ultimi mesi ci insegni a pensare a un modello sociale diverso, basato su valorizzazione dei beni comuni e sulla difesa delle relazioni interpersonali

Come abbiamo potuto vedere, il virus non ha soltanto colpito fortemente e imprevedibilmente la sfera personale, ma ha anche azzerato l’aspetto sociale delle nostre vite e messo in ginocchio l’apparato commerciale. E allora, quando usciremo da questo tunnel, per far sì che vada davvero tutto bene, facciamo tesoro di ciò che abbiamo sofferto e pensiamo a un modello diverso che trovi soluzioni alternative, che valorizzino da un lato i beni comuni, e chi li custodisce, e dall’altro i beni di relazione.

In questo modo di intendere la società, le botteghe artigianali di prossimità, giovani e multifunzionali, potrebbero davvero avere un ruolo determinante. Ne sono convinto: queste pagine tristi, alla fine, possono rappresentare l’occasione per un nuovo inizio

 

 

Claudio Marchisio

Classe 1986 e juventino DOCG da sempre, Claudio Marchisio comincia a giocare a calcio per pura passione. A sette anni entra nei Pulcini della Juventus. Da lì è un susseguirsi di successi: a 15 anni vince il Trofeo Maestrelli, poi il Campionato Beretti, il Viareggio, il Campionato Primavera e la Supercoppa Primavera. Più volte miglior giocatore e più volte capocannoniere e capitano nei tornei giovanili, vede il suo esordio con la maglia della Juventus il 19 agosto 2006 in Coppa Italia, e lo stesso anno colleziona 25 presenze in Serie B, esordendo contro il Frosinone. Nel 2007 va in prestito per un anno all’Empoli, dove matura calcisticamente. Di pari passo all’ascesa con la Juventus, vi è quella con la Nazionale, con la quale disputa due Mondiali e un Europeo. Ha concluso la sua carriera da calciatore in Russia, alla Zenit Arena di San Pietroburgo. Oggi si occupa di diverse attività imprenditoriali, fortemente radicate a Torino.

  

Torino Magazine Speciale 2020.

In edicola e in libreria.