La nascita ufficiale del cinema è il 28 dicembre 1895, quando vengono proiettati alcuni film dei fratelli Lumière in una sala del Gran Café Capucines, a Parigi: la prima proiezione torinese avviene meno di un anno dopo, il 7 novembre 1896, in una sala appositamente attrezzata nell’ex ospizio di Carità di via Po 33.
È la conferma di un primato: una città all’avanguardia nelle sperimentazioni industriali, non può che essere in prima fila a cogliere le potenzialità della “fotografia animata”. L’organizzatore della serata di via Po (cui partecipa su invito un pubblico selezionato, tra cui il sindaco Felice Rignon) è Vittorio Calcina, torinese nato nel 1847, di professione fotografo. Dinamico nelle relazioni e attento a tutto quanto di nuovo si realizza in Europa, egli è presente alla storica proiezione parigina del 1895 e ottiene la rappresentanza dei fratelli Lumière per l’Italia.
Ciò che Calcina propone a Torino è una ventina di brevissime pellicole, dal treno che arriva nella stazione alla corsa in biciletta, fino ai bambini che giocano: a presentarle, parlando in francese, è il professor Louvet-Gay, un conferenziere brillante che si sofferma sulla novità del procedimento tecnico.
Queste realizzazioni gli valgono il titolo di primo cineasta italiano
Il successo della serata conferma le intuizioni di Calcina, che decide di replicare l’iniziativa sino a trasformarla in una serie continua di proiezioni: tutti i giorni, dalle 20.00 alle 23.00, ci sono spettacoli del “Cinematografo Lumière”, con programmazioni che variano da una settimana all’altra e con prezzi popolari che ne facilitano la diffusione.
Alle pellicole che giungono dalla Francia, Calcina ne affianca altre da lui stesso prodotte: in particolare, nel novembre 1898, egli gira a Monza S.M. il Re Umberto e S.M. la Regina Margherita a Monza e, poco dopo, al Pantheon di Roma, I Principi sposi (con scene del matrimonio tra il futuro re Vittorio Emanuele III ed Elena di Montenegro). Queste realizzazioni gli valgono il titolo di primo cineasta italiano.
Come industriale cinematografico, Calcina è attivissimo: dopo l’esperienza iniziale in via Po, nella primavera 1897 trasferisce gli spettacoli alla Birreria Sala, in via Garibaldi 10, in un locale più ampio, e nelle feste natalizie 1897-98 in uno spazio sottostante la Galleria Nazionale. Ma già nel 1899 ritiene che il cinema debba passare dalle rappresentazioni itineranti a una sede stabile, adibita esclusivamente a quell’uso.
Egli acquista così un locale in via Maria Vittoria 25 e lo trasforma nella prima sala cinematografica torinese, con una programmazione regolare, in cui si alternano documentari, attualità, scene comiche, panorami esotici. Le proiezioni si affermano in brevissimo tempo: ne parlano con entusiasmo i giornali e le riviste, le frequentano cittadini di ogni condizione sociale, ne legittimano l’importanza i principi sabaudi, presenziando ad alcuni spettacoli alla Galleria Nazionale.
Il successo crea attenzione e attira altri operatori e, accanto al pioniere Calcina, emergono personaggi pronti a investire: alla fine del XIX secolo le sale per proiezioni in città sono due, nel 1904 sono otto e nel 1907 undici.
