Commercialista e past president dell’UGDCEC, l’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino, è un’appassionata di calcio nonché fan sfegatata del Toro. Nata nel luglio del ’77, quando deve scegliere una location ama andare sul sicuro e opta volentieri per i suoi ‘soliti’ posti del cuore, di cui apprezza i menù genuini e la provenienza degli ingredienti. Cerca sempre di valorizzare il cibo made in Italy e ama spaziare tra diverse cucine regionali, senza confini: ha un debole per la pasta – specie se condita con il ragù – e, nell’ampio ventaglio di ristoranti che nomina, elenca anche un esempio di cucina cilentana.
«La Credenza di San Maurizio Canavese, ristorante stellato ai cui fornelli si trovano gli chef Giovanni Grasso e Igor Macchia, offre una scelta raffinata e di livello. Agli amanti della carne consiglio l’Hostaria del Vecchio Macello, un riferimento per gustare prodotti enogastronomici di qualità. Quando ho voglia di mangiare pesce scelgo i torinesi Capriccioli, in via San Domenico, e L’Ancora, in via della Rocca: da piccola non amavo molto la cucina di mare, ma col tempo ho imparato ad apprezzarla. È da provare anche la Pizzeria Da Zero, che ha portato un po’ di Cilento ai piedi della Mole».
