Siamo in piazza Solferino, l’antica piazza della legna poi intitolata alla località dove il 24 giugno 1859 si svolse la sanguinosa battaglia tra francesi e austriaci, decisiva per la seconda guerra d’indipendenza; davanti a noi la ‘Fontana Angelica’, d’estate una piacevole oasi per una sosta tra lo scroscio dell’acqua e la frescura degli spruzzi. Torino magica avvolge di magia anche la Fontana, nell’aggettivo Angelica non c’è molta magia, è semplicemente il nome della mamma del ministro che l’ha finanziata, ma nelle due statue è possibile cogliere simboli nascosti che assumono valore per chi è desideroso di conoscere i misteri di Torino. I due gruppi in bronzo rappresentano l’Autunno e l’Inverno le due stagioni vicine che alimentano la vita della terra; l’acqua versata dagli otri dei due personaggi rappresenta la conoscenza, la loro posizione può indicare un varco, una strada per raggiungerla.
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