Torino, Autunno 2023
Affacciate al balcone, guardando i tetti di Torino, mia figlia ed io parliamo. Trallallà. L’inizio del liceo, i nuovi compagni, professoresse e professori, presentazioni, test d’ingresso.
«Ti piacciono i test, mamma?».
No. «Tutti! Tranne quelli psicoattitudinali».
«Perché?».
«Non mi sento portata per i quesiti di logica».
«Come mai?».
«Perché ne ho una versione “estrosa”… diciamo».
Trallallero.
«Non sapevo esistesse la logica estrosa, mamma. Ma visto che la tua è così… esisterà».
Le scappa una piccola risata, sembra la cascata dorata di un fuoco d’artificio: tanta luce su un suono leggero. Guardo la mia bambina, così giovane, eppure sempre accogliente, pronta a cercare di capire la complessità e la ricchezza delle differenze. Ecco, io sono diversamente logica, probabilmente. E via: nella mia testa parte una carrellata di “the best of”… come in un film tragicomico, mi sfrecciano davanti agli occhi alcune delle varie situazioni e cose illogiche che ho vissuto, pensato, realizzato o anche solo sognato.
And the winner is… difficile scegliere. Le metto tutte sul podio. Non ho rimorsi, non ho rimpianti, però devo uscire da questo revival, è pericoloso: la non-logica è una tentazione fortissima, la più rossa e profumata delle mele.
«Facciamo un gioco, mamma?». propone provvidenzialmente la mia bambina.
«Sì! Quale?».
«Si chiama “Con o Senza”».
Con la Tour Eiffel o con la Mole?
Iniziamo.
«Città con il fiume o senza fiume?».
Socchiudo gli occhi e guardo il Po, i suoi colori, la sua morbidezza…
«Con!».
«Molti sostengono sia meglio senza, mamma, per via delle esondazioni».
«Lo dicono solo quelli che hanno la sfortuna di vivere in una città dove il fiume non c’è».
Mia figlia annuisce convinta. Torino è numero uno anche nel suo cuore.
«Caramelle con lo zucchero o senza?».
«Con. Luca Ronconi, il mio maestro, diceva che quelle senza zucchero non sono caramelle. Aveva ragione».
«Con simpatia o con amore?».
«Qui non l’ho previsto. Quindi? Cosa rispondi?».
«Con entrambi».
«Non vale, mamma, non si può avere tutto».
«E chi l’ha detto?».
«Non so, si dice così».
«Secondo me si può avere tutto. Magari non nello stesso momento, ma in tappe diverse. In casi molto rari, può accadere di avere addirittura tutto insieme, per alcuni tratti».
Sdeng sdeng sdeng! Mi vengono in mente tutti i tratti in cui non mi è andata così: in un cartone animato starei prendendo una raffica di padellate in testa.
«Andiamo avanti, amore, mi sento motivata!». dico con uno slancio totalmente fasullo.
Mia figlia ride di nuovo, questa volta in modo diverso, un altro suono e un’altra luce, mi pare di veder scivolare nel vento una manciata di pietre preziose. Le faccio io una domanda.
«Con la Tour Eiffel o con la Mole?».
Ci pensa. Esita. Osserva il panorama.
«Non so rispondere, mamma». Sospira. Forse Parigi, dove è nata, si contende con Torino il primo posto nel suo cuore. Silenzio. Ci perdiamo con lo sguardo tra i tetti, la collina, il cielo azzurro in questo autunno mite. Passa una nuvola che sembra di panna e ci fa l’occhiolino. Anche da un balcone, quanto è bella Torino.
