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di Giovanni De Luna

Giovanni De Luna: la cultura unirà Torino

«La pandemia ci ha separati. Il futuro deve unirci, mischiarci. La cultura può fare molto. Rompere i compartimenti stagni, rendere fluidi i collegamenti, sollecitare i contatti. Penso alle nostre istituzioni culturali, ognuna dedicata a un tema, tutte efficienti e in grado di coinvolgere un pubblico molto vasto. Ma c’è una filiera da ricomporre.

I protagonisti della nostra città dovranno fare rete, dialogare, per trarre vantaggio dalla ricchezza della complessità

La Torino del ’900 si presta in maniera straordinaria a un’operazione in grado di mettere in rete il Museo del Cinema, quello della Radio e della Televisione, il Museo dell’Automobile, la Galleria d’Arte Moderna, il Polo del Novecento, il Museo della Juventus, ecc.

Tutti insieme ci restituiscono il profilo unitario di una Torino culla degli aspetti più significativi del XX secolo: la produzione di massa, i mezzi di comunicazione di massa, i consumi di massa, ecc. Unite da un solido argomento comune, le istituzioni culturali possono dialogare, interagire, strappando la conoscenza del nostro passato allo ‘specialismo’ dei singoli linguaggi, per restituirla in tutta la sua ricchezza e complessità».

 

 

Giovanni De Luna

Giovanni De Luna è stato ordinario di Storia contemporanea all’Università di Torino e ha pubblicato, tra i suoi libri più recenti, ‘La Resistenza perfetta’ (Feltrinelli, 2015), ‘La Repubblica inquieta’ (Feltrinelli, 2017) e, con Aldo Agosti, ‘Juventus. Storia di una passione italiana’ (UTET, 2019). Editorialista de La Stampa, autore di fortunate trasmissioni radiofoniche e televisive, è membro del comitato scientifico della Fondazione Feltrinelli di Milano e vicepresidente dell’Istituto Giorgio Agosti di Torino.

 

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