Ecco una guida versione food, per non dimenticare che anche il (buon) cibo è cultura. L’idea qual è? Una sorta di mappa, più o meno convenzionale, più o meno conosciuta, con diversi consigli food & wine in città; per divertirsi, magari stupirsi, e soprattutto per sentirsi ancora (anzi sempre) in vacanza. Immaginiamo dunque una tier list, con cui poter non essere d’accordo, che copre, preferibilmente, i mesi da luglio a fine settembre circa, strizzando l’occhio con particolare insistenza alla stagione estiva.
Quindi, doverosa premessa, occhio alle chiusure agostine che da sempre sono meno prevedibili di un Europeo di calcio (anche se le “serrate” di un tempo paiono ormai appartenere a un’epoca di stradari e cabine telefoniche lontana, lontana…). Messe da parte le citazioni a George Lucas, come si compone questa mappa? Facile (si fa per dire): immaginate due sezioni distinte.
13 consigli spassionati, orgogliosamente non per tutti i gusti o palati, per esperienze enogastronomiche di valore in città. 13 come gli uomini minimi necessari a una squadra di pallone che voglia avere almeno due cambi. 13 come una sopravvalutata serie televisiva. O come la morte nei tarocchi (tiè tiè tiè, ndr). E un racconto, una passeggiata dal mattino alla sera, da piazza Solferino a Revigliasco (qui ci si va in macchina però), con svariate indicazioni food.
Pronti? Cominciamo.
1. I nuovi panini già cult di Smashy
Ok, partiamo con qualcosa di assolutamente convenzionale per chi bazzica un po’ il nuovo food torinese: i panini smashati più famosi della città; marchio di fabbrica di un locale super specializzato, che in via San Massimo fa solo due panini (entrambi dannatamente bene) e le fries. Vi consigliamo Smashy in questa stagione perché attualmente pare che senza affrontare infinite code non si possa più mangiare un suo hamburger (o cheeseburger); e quindi meglio provarci d’estate, quando la gente fugge e restano solo i puri.

2. Madama Cristina Experience low cost
Sì perché via Madama sembra diventata un microcosmo tutto da scoprire. Con le scarpe comode e non nelle ore più calde della giornata la affrontiamo quasi tutta. Passeggiamo nel mercato della piazza (senza comprare nulla), guardiamo le vetrine di Ficini con le sue leccornie, ammiriamo corso Marconi nuovo e verde, progettiamo di prendere biglietti per la stagione autunnale del Colosseo, e poi per premio ci mangiamo un panino shawerma in via Monti 11 a La Terrasanta (che può sembrare ormai un blockbuster, ma invece è sempre real palestinese).

3. Pizza ad asporto in una location “controcorrente”
Franchino la pizza “romana” la vorrebbe sempre bassa e scrocchiarella, e anche a noi non dispiace come consistenza; ma in generale ci basta che sia buona. Tornando all’articolo, questo terzo consiglio è più che altro legato alla location, a un sogno concettuale… Ma prima di tutto ci serve una pizza ad asporto, deve essere “comoda” e ottima. Noi vi consigliamo qui Tellia (via Maria Vittoria 20), e nel punto N°4 un’altra valida alternativa, ma scegliete quella che preferite Il “nocciolo” è un altro: dove la mangiamo? In una location “controcorrente”, una piazza Santa Giulia semi-vuota, come in un’utopia alla Miller (o quasi), lontana dalla movida notturna o dalle operose attività dell’anno. Ci sediamo in piazza. Ci godiamo l’assurdo. Con una pizza che, mi raccomando, deve essere un’ottima pizza.

4. Capolavori da forno by Alessandro Spoto
E a proposito di Franchino Er Criminale (noto food content creator, ndr): quale forno si è preso un bel 10 in pagella a Torino? L’ottimo Alessandro Spoto, con le sue pizze e focacce e leccornie assortite. Per chi mastica forni torinesi, Spoto Bakery, o meglio Voglia di Pane (via Chiesa della Salute 23), è nome conosciuto. L’idea è questa: prendete un po’ di focaccia, qui dietro piazza della Vittoria, individuate una panchina all’ombra… Ecco il vero lusso esperienziale.

5. Le vinerie come piacciono a noi
Raramente Franco Rabezzana sbaglia business: e infatti la sua Vineria Rabezzana di via Monferrato 20/B è un’ottima idea. Passate per un aperitivo piemontese, magari consultando il calendario degli eventi; così vi accomodate in area pedonale e col calice fresco vi godete anche un concertino (con tomino).

6. L’Imbarchino con pochi studenti
Ovvero una cosa che può esistere solo quando arriva l’estate e gli studenti tornano a casa o partono per le vacanze. E di conseguenza voi, veraci patrioti urbani, potete degustare un Imbarchino più assaltabile, per una birra fredda in riva al Po in questo posto che può essere concepito solo o qui o nel suggestivo (e inclusivo) porto di Amburgo.

7. La birra buona in via Rocciamelone
Altro giro, altra birra; d’altronde l’estate mette sete. E poi a Torino è stata spillata la prima birra italiana di sempre (viva noi!). Ricercando ciottoli e temperature più umane, affidatevi ai ragazzi di Dogana (via Rocciamelone 12/A): tra i migliori in città se si tratta di buone birre.

8. L’izakaya da Donburi House
Se spalmati sul divano, con il ventilatore puntato, approfittate dell’estate anche per rifarvi una cultura sul cinema nipponico o anime, non perdetevi Donburi House. L’unica vera possibilità che avete a Torino per godervi un locale di izakaya autentico. Non sapete cos’è l’izakaya? Non è che possiamo spiegarvi tutto noi… vi basti sapere che è da provare. Donburi lo trovate in due indirizzi: via Maria Vittoria 34/D e via Stampatori 12.
9. Una bella cena (quasi) stellata in una location bellissima
Ovvero: cenare con uno dei menu di Alessandro Scardina al ristorante La Pista, sul tetto del Lingotto. Andate prima che la Rossa gli dia la stella. Perché i prezzi ad oggi sono ancora onestissimi a fronte di una qualità molto alta, e perché Alessandro ha talento. Vi divertirete, peraltro in un posto da cartolina.

10. Un nuovo bistrot per essere Felici(n)
All’ombra della Consolata c’è un nuovo, magnifico dehors. E noi non potevamo non metterlo nei consigli per l’estate. Qui potete fare colazione, pranzo, merenda, aperitivo… Tutto in Langa style, e tutto buono. Lo abbiamo detto altre volte: Felicin alla Consolata è una delle novità più liete del nostro anno gastronomico; voi non perdetevela. P. S. non giudicateci troppo per il gioco di parole nel titolo…

11. Ceviche mon amour
Probabilmente funziona come per certi amori: ci si guarda e si è già fregati. A noi è successo più o meno così con il ceviche. Classico, nikkei, con il tonno… fatelo un po’ come vi pare. È fresco, gustoso, esotico il giusto, e da qualche tempo anche Patrimonio dell’UNESCO. A Torino tanti i luoghi per gustarlo, ma per la versione street vi inoltriamo a Patria Cevicheria Street Food in via Berthollet 33/A.

12. Empanadas come in argentina ma al Castello di Rivoli
Il protocollo está claro. Se siete in cerca di un sogno di una notte di mezza estate in salsa vagamente sudamericana, abbiamo l’idea giusta per voi. Prenotate le vostre succose empanadas in corso Peschiera 198/B, da Alpi Empanadas (tutte rigorosamente preparate a mano) e portatevele su al Castello di Rivoli. Per una cena davvero speciale e con vista.

13. E ora il raccontino…
Quando ero un bambino l’estate a Torino era un affare da L’ultimo dei Mohicani. Ricordo via Monginevro con le serrande tutte giù. Un caldo equatoriale in via Di Nanni. Il parco Ruffini che sembrava la Copa América. Alcune cose sono uguali, altre sono cambiate. Ed è bello sia così, anche perché rimembro un pensiero di allora che suonava tipo: «Chissà come cambieranno le cose in futuro?». Ed ecco la risposta: per certi versi in meglio (certo, a posteriori son bravi tutti…). Torino è oggi una città sempre più turistica che, a differenza di diversi anni fa, si può vivere anche in estate. Cosa che torna utile quando uno cerca di disegnare un percorso food cittadino estivo.

Da dove partiamo? Da piazza Solferino, perché è bella e relativamente considerata. E perché al Bar Norman, recentemente ristrutturato, si può assaggiare una delle brioches vuote più buone della città (e non solo quella, menzione d’onore anche al pain au chocolat).
Da qui proseguiamo inizialmente su via Pietro Micca, ma poi ci spostiamo quasi subito in via XX Settembre. Prima di girare verso sinistra, segnaliamo in via Barbaroux 8 una bella panetteria-pasticceria, Cerea Artisan Bakery, un po’ nascosta, ma con ottime frecce al proprio arco.
Riprendiamo via XX Settembre, e arriviamo al fondo, giusto per spuntare al Duomo, dire “uao!” e accasarci in piazzetta 4 marzo. Cianci, Trattoria Spirito Santo… nella piazza più francese di Torino sedetevi dove capita. Altra segnalazione, soprattutto per i girapiole, qua dietro c’è Caffè Vini Emilio Ranzini (via Porta Palatina 9), da mettere in wish-list.

Salutato il pranzo utilizziamo il passage di Palazzo Reale per sbucare in piazza Castello (opzionale un giro ai Giardini Reali), elogiamo Carlo Mollino e il Regio, ci godiamo l’ombra dei portici di via Po, ricordandoci più in là di quando la Mole non era quel bellissimo Museo del Cinema che è oggi. Per smaltire il pranzo proseguiamo fino alla piazza più bella del mondo, ovvero piazza Vittorio, e scendiamo a vedere il Po. Nota bene: il caffè lo abbiamo preso al caffè Elena “brindando” a Cesare Pavese, perché siamo dei romantici; ma l’aperitivo lo prendiamo alla Vermoutheria Peliti’s dei redivivi Murazzi, perché siamo anche super contemporanei. Ci perdiamo nella vertigine di queste volte in mattoni (che è voglia di volare), e ci rilassiamo perché poi ci toccherà la scalata.
Letteralmente, perché Revigliasco in linea d’aria è tipo qua dietro, ma quanto sale questa strada… Infatti per cena, prenotando, optiamo per la Taverna di Frà Fiusch, un posto che è casa, ma anche certezza di ottime emozione gourmand. Qui la sera fa quasi fresco e sembra d’essere in vacanza. Ci lasciamo cullare da Ugo Fontanone e dal suo Piemonte emotivo impiattato. Certo, questo panorama, la città vista dall’alto, in fondo è abbastanza convenzionale, ma quant’è bella.

Il ritorno è a passo lento, una curva alla volta, con i finestrini giù e una degna colonna sonora. Qui è questione di gusti, e ognuno ha i propri. Noi ci limitiamo a consigliarvi posti buoni per mangiare, bere e stare bene, in vacanza a casa vostra.


