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di Maria Lodovica Gullino

Uno sguardo al Monviso

Torino, 1 aprile 2020

Il Monviso, il Re di pietra, da sempre esercita un fascino particolare, anche testimoniato dalle parole dei più grandi scrittori di tutti i tempi che lo hanno celebrato. Alla definizione Vesulus pinifer, montagna visibile ammantata di pini, coniata da Virgilio nell’Eneide, seguono le citazioni di numerosi autori latini tra cui Plinio il Vecchio. Dante lo cita nel XVI canto dell’Inferno e Francesco Petrarca, che era un provetto alpinista, descrive il Re di Pietra: «Nella parte occidentale d’Italia è il Vesulo, il monte più alto della catena degli Appennini, che superando con il suo vertice le nubi si innalza nei cieli tersi. Un monte per sua propria natura celebre, ma celeberrimo per le sorgenti del Po che scaturito dal fianco si spinge verso il sole che nasce…».  Il poeta inglese Geoffrey Chaucer lo cita ben due volte nei Racconti di Canterbury. Non si può non ricordare Leonardo da Vinci il quale per primo lo definisce con il nome oggi in uso: «Mombracco sopra Saluzzo – Sopra la Certosa un miglio, al pie’ del Monviso…».

Il Monviso è una montagna maestosa e sobria al tempo stesso che ti affascina, ti appare con la sua imponenza la mattina quando apri le finestre

Chi ha avuto la fortuna di nascere e crescere con il Monviso davanti agli occhi capirà perfettamente i sentimenti che cercherò di esprimere. Il Monviso è una montagna maestosa e sobria al tempo stesso che ti affascina, ti appare con la sua imponenza la mattina quando apri le finestre, ti allena per le prime camminate. Come si può non portarlo nel cuore per sempre? Lasciata la mia Saluzzo, mi sono ritrovata scorci di Monviso qui a Torino e me lo vedo apparire tutte le mattine andando al lavoro a Grugliasco. Non più di fronte, ma di lato. Non mi imbarazza dirvi che alla vista del mio Monviso ogni volta mi viene voglia di cantare, E spesso lo faccio. Vi lascio immaginare quanto mi manchi in questi giorni. Almeno quanto le mie amatissime serre sperimentali.

Chi di voi avesse la fortuna di vederlo dalle sue finestre di casa me lo saluti. Anche il Monviso, in fondo, è un punto fermo, che ci infonde fiducia e speranza. E forse non lo avevamo mai realizzato.