News

  • Dario Gallina: le parole chiave? Progetti, accelerazione e positività - Leggi tutto
  • Cristiano Fiorio: un futuro straordinario è possibile - Leggi tutto
  • Riccardo D'Elicio: lo sport come fattore di rinascita per Torino - Leggi tutto
  • Benedetto Camerana: progettare per rigenerare il nostro patrimonio - Leggi tutto
  • Luca Ballarini: Torino è la città bella - Leggi tutto
  • Chiara Appendino: sei pilastri per il futuro - Leggi tutto

#iosonotorino

di Walter Comello

Il cielo sopra e dentro

Torino, 6 giugno 2020

La prima volta che il pennello toccò la tela fu per far nascere una nuvola. Sulla tavolozza il bianco, il nero e il blu si erano incontrati quasi per caso, ma con la responsabilità di dare forma e colore al cielo. La città da qualche tempo appariva strana, tutto o quasi sembrava lo stesso di sempre, ma nell’aria c’era una sensazione di vuoto, di irreale. Poche persone lungo le vie camminavano più lentamente, parlavano a bassa voce, negozi e ristoranti vuoti, il nulla era venuto ad abitare in città. Le automobili facevano finta di non accorgersi di lui, il loro rumore era diventato più fastidioso, come arrivate da un’epoca lontana. C’è chi dà la colpa all’economia, chi alla politica, chi alla paura, ma è solo il tentativo di dare una forma all’inspiegabile nulla, mentre i ricordi la fanno da padrone e nutrono la speranza. La punta del pennello sceglieva con cura dove immergersi nel colore per poi determinare l’intensità e le sfumature del cielo.

Difficile dipingere ciò che non c’è, ciò che gli occhi non vedono, ma la volontà quel giorno voleva sfidare la realtà. Che gran bella sensazione decidere il tempo che farà oggi sulla tua città, niente e nessuno lo può impedire. Forse era nata proprio cosi quella piccola passione in cui rifugiarsi ogni tanto. Il cielo e le nuvole sono sempre le prime cose su cui sperimentare l’effetto dei colori che si incontrano e il potere della bacchetta magica tra le dita che con le sue setole dipinge il vento. In quel gesto si scopre la grande opportunità di dare forma ai sentimenti, senza usare le parole che sarebbero come sempre giudicate prima di ritrovarsi tutte insieme alla fine della frase. Un atto taumaturgico, esorcistico, dove le nuvole dentro, come il male che avvelena la mente e il corpo, vengono gradualmente portate fuori da una preghiera che si fa medicina.

Il cielo e le nuvole sono sempre le prime cose su cui sperimentare l'effetto dei colori che si incontrano e il potere della bacchetta magica tra le dita che con le sue setole dipinge il vento

A volte è la medicina che tende un’improbabile mano alla preghiera, contenitore vuoto di una fede che non si inventa nell’ultima ora. Le nuvole fluiscono dall’anima, scivolano tra le labbra socchiuse, forse cadono dagli occhi sulla tela, come lacrime immaginarie di colore che diventeranno origine di uno straordinario gesto. Nel trascinare i colori o unirli con piccoli movimenti rotatori del pennello, si scopre il potere inaspettato di un grande mago o un piccolo dio che dipinge nel cielo la propria realtà.

Non ha nessuna importanza il suo colore negli occhi di tutti quando si ha il potere di render la realtà diversa e poi ricordarla nel tempo per come la si è rappresentata in quel momento. Così è la storia per chi la racconta, è andata solamente per come la si racconterà. Al termine del quadro sarà solo lei che conta, per sé e per tutti sarà stata solo quella rappresentata in quell’istante, come il cielo. Ma con il passare del tempo il cielo cambia dentro e sulla tela, dalle montagne arriverà il vento che spingerà via le nuvole, i raggi del sole come la voglia di vivere sgomiteranno, si faranno spazio e cambieranno il corso delle cose.

Sotto al cielo di una città ci sono sempre i suoi tetti e nella case vivono le persone inconsapevoli di questa straordinaria magia. La magia è invisibile, sta cambiando un pizzico di storia di questo tempo e in qualche modo la vita del pittore che trova nelle proprie mani la forza creatrice del cambiamento. Ma sarà il primo ad esserne inconsapevole, la magia ha proprio questa caratteristica, è come la musica, viene prodotta per chi la ascolterà, ma cambia il cuore di chi la suona.