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#iosonotorino

di Maria Lodovica Gullino

Lo studente invisibile

Torino, 23 aprile 2020

Il bello di chi fa di mestiere il docente sta principalmente nella possibilità di vivere e lavorare sempre con ragazzi giovani. Generazioni che si susseguono una dopo l’altra con una velocità tale da farti dimenticare che gli anni scorrono veloci. Ragazzi che ti costringono a tenere il passo con le innovazioni tecnologiche, a seguire il loro modo di comunicare e di apprendere. Insomma, a restare giovane. Ragazzi che contestano, criticano, pretendono. Ragazzi che non sempre studiano sui libri di testo, come si faceva un tempo, convinti che basti scorrere  le diapositive per imparare discipline fondamentali. Una vita passata a snocciolare generazioni di studenti, che poi hai modo di incontrare nelle situazioni più diverse. E loro si ricordano di te, soprattutto se sei un docente ‘che pretende’. Ebbene, di colpo, il 24 febbraio tutto ciò è svanito.

Una vita passata a snocciolare generazioni di studenti, che poi hai modo di incontrare nelle situazioni più diverse

Gli studenti attesi per avviare i corsi del secondo semestre si sono dissolti nel nulla. E bastano pochi giorni per capire che quest’anno non li incontrerai. Troppo pericoloso mettere insieme numeri così elevati di ragazzi, mantenendo le nuove regole di distanziamento sociale. E allora, con grande velocità,ti organizzi per insegnare a distanza, registri una lezione dopo l’altra,  nelle ore più improbabili, magari in tuta da ginnastica. Con davanti a te il vuoto, senza potere cogliere dai loro sguardi se quello che stai raccontando li interessa, cercando di rendere comprensibili concetti astrusi a questi studenti invisibili, impalpabili. Chiedendoti un po’ disperata come faranno mai a imparare una disciplina scientifica senza vedere né fare nulla di pratico, senza esercitazioni.

E la sorpresa è molta quando, finalmente, li incontri a distanza su una anonima piattaforma e scopri che si sono adattati benissimo a questa nuova modalità di insegnamento. E finalmente li puoi vedere, anche se a distanza. E capisci quanto ti mancano. Ti manca la loro allegria, il caos che portano nel campus, ora deserto e troppo silenzioso, rimpiangi le loro domande incalzanti. Speriamo di ritrovarci presto!