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di Paolo Turati

Sorpresa, è arrivata la Primavera

Torino, 9 aprile 2020

Mi spiegava in questi giorni un amico, esperto agente immobiliare torinese, che la pandemia ha risvegliato un improvviso ritorno di interesse per le ville con giardino collinari di cui il nostro territorio è ricco. Fino a ieri invendibili per vari motivi, dalla scomodità di usufruire in pieno dei servizi della ‘smart city’ al problema dei furti e delle rapine, questi asset immobiliari che erano stati un must degli anni Sessanta sono ritornati ad essere ambiti ed il motivo è palese.

Benedetta dal suo posizionamento geografico, Torino è oggi una delle poche città italiane che può ‘dar spazio alla ricerca di fare spazio’

La clausura a cui siamo sottoposti e il timore che il suo allentamento sia molto graduale, nonché la poco tranquillizzante prospettiva che in futuro si debba convivere senza soluzione di continuità con forme virali globalizzate, ha iniziato a indurre taluni a ripensare al concetto del fare spazio’, non solo in termini sanitari di distanziamento sociale. Indubbiamente, vivere due o tre mesi segregati in un appartamento oppure farlo godendo di spazi all’aria aperta non solo per svolgere liberamente attività fisica ma magari, ad esempio, anche applicandosi nel produrre autonomamente parte del cibo grazie all’orto o ad un piccolo pollaio-conigliera è differente.

In un giardino inondato dal sole in mezzo a fiori primaverili non è, in effetti, per nulla singolare sentirsi più resilienti e proattivi riprendendo uno stile di vita diffusissimo un paio di generazioni fa ma tralasciato da decenni. Uno stile di vita che dobbiamo recuperare a prescindere, sia che si viva in centro città oppure in un bosco, dove le stagioni sono dettate dalla natura e non dal calendario. Ricordo con commozione il mio professore di Filosofia e Storia Don Renato Mazzoleni che dalle aule del Liceo Valsalice ci annunciava ogni anno ‘Sorpresa, è arrivata la Primavera’ non appena nei boschi lì attorno si accendevano i primi tenui fuochi del colori delle fioriture. Benedetta dal suo posizionamento geografico, Torino è oggi una delle poche città italiane che può ‘dar spazio alla ricerca di fare spazio’ .

Possiede centinaia di chilometri di strade ottime asfaltate minori che s’inerpicano per le sue meravigliose colline dove dai boschi secolari si aprono quasi ad ogni passo viste mozzafiato, dai 700 metri di altezza della Maddalena, ai 600 di Superga (Riserva Unesco di Biosfera), ai 500 di Pino Torinese. Osservava il sommo Robert Rauschenberg che l‘essenza dell’Arte (ma, in realtà, è un concetto immanente su tutto) è creare spazio. Lo stesso Lucio Fontana ed i suoi Spazialisti avevano postulato una categoria simile. Dopo decenni di avvicinamento sociale a volte forse eccessivo è la natura stessa che oggi ci dice di ripensare a creare propri spazi, sia fisici che mentali. E Torino è certamente un luogo vocato per farlo, qui ed ora.