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#iosonotorino

di Luca Beatrice

«Proviamo ad osare»

«Proviamo a osare. Fino a ieri il successo di un museo e di una mostra si misurava soprattutto dai numeri. Ma per un po’ non si potrà fare più. E allora va ripresa quella vocazione sperimentale che ha fatto nascere tante forme e linguaggi nuovi. I piccoli spazi, privati, alternativi, gestiti dai giovani, possono recitare un ruolo da protagonisti. Probabile che le fiere non si possano fare per tutto il 2020.

Osiamo: spazi alternativi e sperimentali gestiti dai giovani, Artissima in edizione 'diffusa' con una main section virtuale per i collezionisti e un Circolo Dei Lettori più smart

Conosco Ilaria Bonacossa e immagino stia già pensando a una versione di Artissima ‘diffusa’ in città, accanto a una main section virtuale per i collezionisti. Alcune esperienze sono però giunte alla fine. Una per tutte, il Circolo dei lettori, di cui sono stato a lungo presidente. Mi spiace molto ma è così: quel tipo di socialità, con quel tipo di pubblico, non lo recuperi più.

Un politico visionario e coraggioso chiuderebbe via Bogino (anche per i costi), posizionerebbe il marchio Circolo come realtà italiana e riaprirebbe tra 18 mesi in uno spazio più smart, giovane, meno costoso e paludato».

 

 

Luca Beatrice

Nato nel 1961 a Torino. Docente di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina e allo IAAD di Torino. Critico d’arte e curatore, ha pubblicato diversi saggi sull’arte contemporanea, a tema musicale e calcistico. In uscita il nuovo libro: ‘Arte è libertà? Censura e censori al tempo del web’ (Giubilei Regnani). Scrive su Il Giornale, Tuttosport e Linkiesta. Per otto anni è stato presidente del Circolo dei lettori. Nei giorni della quarantena ha aperto il canale YouTube ‘Da che arte stai?’ e ogni giovedì pubblica una lezione gratuita per i maturandi. Sposato con Elisa, quattro figli, appassionato di motociclette, possiede un’Harley-Davidson, una Royal Enfield e una BMW. Tifoso della Juventus, non ha mai passato così tanto tempo lontano dallo stadio.

 

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