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di Matteo Baronetto

Matteo Baronetto: la Torino che sogno

«Il mio progetto con Davide Dutto, ‘Dialoghi tra un cuoco e un fotografo’, rappresenta il cambiamento che desidero per Torino. È nato da un primo modello in gesso, sul calco di un uovo sodo rotto. Da questa prima bozza ne ho sviluppato un secondo, in acciaio, 80 cm per 46 kg di peso. L’ultimo, in legno, è la terza fase, e il viaggio continua.

Sogno una città con una forte rinascita culturale, con un traffico aereo cittadino a zero emissioni e fiumi navigabili e balneabili, con una rete di ristoratori disponibili a condividere saperi e risorse

Sogno per la mia città una rinascita culturale, immagino una prima al Regio di risonanza internazionale e uno studio di registrazione d’avanguardia. Sogno una città sostenibile, che adotta soluzioni digitali innovative. Immagino il traffico aereo cittadino a zero emissioni, e fiumi balneabili e navigabili. Voglio una Torino punto di riferimento per le sue eccellenze enogastronomiche, con una rete di ristoratori uniti per condividere saperi e risorse.

Nell’uovo abbiamo nascosto una frase, un inno al coraggio di rompere gli schemi. Quando verrà letta? Forse in occasione di un grande evento per celebrare la mia città, divenuta un’icona del vivere sapiente».

 

 

Matteo Baronetto

Lo chef Matteo Baronetto, classe 1977, è originario di Giaveno. Alla corte di Marchesi conosce Carlo Cracco, che segue a Le Clivie e poi a Milano, al Cracco Peck. Nel 2014 torna a Torino per guidare il ristorante Del Cambio, poco dopo conquista la stella Michelin. Matteo Baronetto è uno chef pacato, riflessivo, a tratti disarmante. Lui stesso descrive il suo modo di lavorare come ‘improvvisazione ragionata’: un esercizio costante di equilibrio fra intuito e riflessione, estro e talento nell’esecuzione. Dirompente, sperimentale, colto, vede nella materia prima la protagonista assoluta di una cucina che lavora per sottrazione, al fine di restituire rotondità all’ingrediente utilizzato. Al Cambio la sua cucina si declina con rispetto del luogo e della storia.

 

Torino Magazine Speciale 2020.

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