Ancora, sempre e comunque nuove aperture food a Torino. Anche adesso che l’estate strizza l’occhio al primo autunno. Non c’è tempo da perdere e per fortuna c’è sempre materiale da inserire in questo particolare spaccato di perenne evoluzione gastronomica torinese. In attesa delle prossime (vi abbiamo già menzionato la storia di Bully Chicken pronta a sbocciare), eccoci nuovamente con altre 3 nuove aperture food a Torino da non perdere. Le prime due sono decisamente a est: per fortuna amiamo (e parecchio) l’Oriente, al cinema, nell’arte e soprattutto in cucina. Andiamo!
Raku e Hao Gourmet
In corso Moncalieri 306 ha aperto, con un discreto hype, un ristorante a tinte nipponiche decisamente ambizioso. La narrazione è parecchio intensa e gioca su più livelli di comprensione dell’universo Raku: origine, connessione, essenza e rituale… A prima vista può sembrare una premessa un po’ piaciona e basta, invece qui ci sono idee e sostanza; e un percorso degustazione con un ottimo livello qualità/prezzo. Può sorprendere.
Altra iniziativa asiatica da tenere d’occhio è Hao Gourmet. Ha aperto un po’ in sordina in corso Matteotti 1, senza particolari rumors, ma dimostrando fin da subito di avere le idee chiare. Ci troviamo di fronte a un locale con pochi fronzoli e un’offerta di menu che più o meno tutti conosciamo, ma non si tratta del “solito” cinese. O meglio, la maggior parte dei piatti è “codificata”, ma l’impressione è che qui l’obiettivo sia più convincere che stupire, senza fuochi d’artificio, ma con buona mano. Dategli una chance.
Tondarella
In una delle zone pedonali più centrali di Torino, all’angolo tra via Buozzi e via Amendola, ha aperto Tondarella, un nuovo locale che vuole portare nel cuore della città la vera piadina romagnola. «E finalmente!», esclama un nostro collega le cui origini sono proprio di lì. Dopo averle assaggiate, ha promosso senza esitazioni l’impasto alto e genuino e la forma mai perfettamente tonda di queste piadine, perché stese e preparate a mano come vuole la tradizione (N.B. da qui il nome del locale). Il format è semplice e diretto: 5 diversi impasti (senza glutine, classico, con farina integrale di grani antichi, alla barbabietola rossa o ai carboni vegetali attivi) e oltre 20 farciture servite a pranzo in formula anche take away e a cena seduti comodamente nel dehors o in uno dei due piani interni. Le premesse sono solide e l’inizio promettente grazie anche alla presenza in cucina della chef Morena Facondini, una “leggenda” della piadina in quel di Rimini. Ora resta da vedere se i torinesi saranno pronti a vivere la piadina non solo come street food, ma come un vero pasto da gustare con calma. Il nostro consiglio? Aggiungere anche una formula aperitivo magari poco romagnola, certo, ma molto torinese: potrebbe diventare un trampolino di lancio perfetto per far conoscere lo spirito di Tondarella.
