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Architetti

di MASSIMO GIUNTOLI

Presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino

Nuove sfide per la città

Per essere attrattiva, la città deve continuamente investire: nelle infrastrutture che la tengono collegata al resto del mondo, nella mobilità al suo interno, nel verde che la fa respirare, nell’adeguamento continuo degli edifici alle innovazioni tecnologiche

Torino, SPECIALE giugno 2019

La città non è un problema, la città è la soluzione. È la tesi di molti architetti e urbanisti, che vedono nella città il luogo dove, fin dai tempi più antichi, gli uomini si incontrano, si scambiano idee e beni, lavorano e crescono. Le città sono i luoghi in cui ci sono più opportunità, dove la creatività si esprime, dove le relazioni creano grandi movimenti e dove il benessere raggiunge i livelli più alti. Negli anni recenti le città sono diventate luoghi in competizione tra loro per attrarre, ognuna con il suo diverso appeal, persone, investimenti, sviluppo. Per essere attrattiva, la città deve continuamente investire: nelle infrastrutture che la tengono collegata al resto del mondo, nella mobilita al suo interno, nel verde che la fa respirare, nell’adeguamento continuo degli edifici alle innovazioni tecnologiche, in servizi di livello e in un’amministrazione efficiente.

E intanto deve mantenere la propria identità, ridurre le disuguaglianze, offrire opportunità a tutti di accedere ad aria e acqua pulite, ad abitazioni di qualità, a energia a basso costo. Una vera sfida. Alla quale le città rispondono con piani strategici, programmi di sviluppo e visioni di medio e lungo termine. Barcellona e Glasgow hanno recentemente raccontato, in un bel convegno organizzato dall’Università di Torino, le loro storie di successo nella pianificazione strategica, che ha consentito di superare il declino della de-industrializzazione e di rilanciarsi come città attrattive per l’innovazione e per i migliori talenti. La città è un cantiere che non si ferma mai, altrimenti va rapidamente incontro al declino. È la conclusione cui giunge una recente analisi commissionata al Cresme dal Consiglio nazionale degli Architetti, che si può riassumere con la formula ‘l’Italia è un Paese a tempo’.

Negli ultimi anni c’è stata in Italia, e anche nella nostra Torino da poco dichiarata ‘area di crisi complessa’, una pesante contrazione degli investimenti in infrastrutture ed edifici che, in alcuni ambiti, mostrano gravi segni di obsolescenza, i quali nei prossimi anni non potranno che peggiorare; forti squilibri competitivi tra chi investe e chi non investe; intenso cambiamento climatico che esaspera lo stress cui sono sottoposti i territori, le città, la popolazione; drammatiche perdite del PIL e di popolazione. Se non si interverrà rapidamente, le situazioni non potranno che peggiorare ulteriormente e ci troveremo a vivere in una città in declino. Bisogna ripartire e avviare urgentemente un vero e proprio piano nazionale di rigenerazione urbana, che usi tutte le leve disponibili. Abbiamo ora l’occasione delle elezioni regionali per chiedere ai futuri amministratori che pensino alle nostre città favorendo investimenti e lavoro, qualità dei paesaggi, degli ambienti urbani e delle architetture. Vorrei fosse un’occasione per far diventare le città luoghi migliori, soluzioni per il paese.

MASSIMO GIUNTOLI

Libero professionista, è presidente del Gruppo Torino progetti e opera nel settore sicurezza e prevenzione per committenze pubbliche e private. E inoltre coordinatore e responsabile dell'Ufficio Ambiente di alcune associazioni di categoria ed è coordinatore tecnico del Dipartimento di Interior Design e docente di Ergonomia per il Corso di Laurea di livello dello IAAD di Torino. Dal 23 marzo 2016 è presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino.