A luglio è uscita in Italia l’Odissea di Christopher Nolan, film attesissimo a ogni latitudine, criticatissimo già prima della sala, amato da moltissimi, avversato da parecchi… Insomma, Nolan l’ha fatto di nuovo: è tornato al cinema e, nel bene o nel male, tutti parlano di lui (anche i botteghini, visto che nei primi quattro giorni di proiezione ha superato i 250 milioni di incassi).
Noi lo abbiamo visto, magari ne parleremo prossimamente in una recensione… Ma nel frattempo per onorare l’Odissea e la sua immortale epica, parliamo di cucina greca: prima un po’ di storia e poi vi consigliamo 3 “taverne” greche da non perdere a Torino.
Trattare di cucina greca significa ripercorrere la storia della dieta mediterranea: ha viaggiato insieme ai greci in lungo e in largo, contaminando e portando in patria influenze da ogni tappa, in particolare dall’Asia minore e dall’Anatolia. La base di tutto è sempre stata la santa triade mediterranea (grano, vino, olio d’oliva), centro di gravità permanente cui ha sempre ruotato attorno l’intera cucina greca, dalle polis alle colonie, con i magnificenti banchetti di età classica come massimi esponenti della varietà e ricchezza acquisita nel tempo da una popolazione ampiamente innamorata del buon cibo. Non che tutti potessero ovviamente mangiare prelibatezze, anzi com’è stato in ogni epoca la maggior parte dei greci era dedita a un’alimentazione frugale (pane, feta, olive, fichi, miele…), ma è da situazioni più sui generis come i simposi che possiamo toccare con mano il gusto godereccio dei greci già millenni di anni fa.
Facendo un passo in avanti, l’evoluzione forse più consistente della cucina greca viene elaborata nei tanti secoli di dominazione prima bizantina e poi ottomana; in cui nel lessico gastronomico greco entrano sapori orientali, spezie e nuove tecniche di cottura. Una commistione che dà origine a piatti che possiamo riscontrare con facilità anche oggi, tra cui ovviamente i baklava, la tzatziki e la moussaka. Preparazioni di chiara provenienza orientale che arricchiscono una cucina “povera ma ricca”, semplice nelle materie prime utilizzate, ma mai banale; esempio assoluto in questo senso sono i dolmades: involtini di foglia di vite farciti di carne macinata e riso. Il gran numero di modi in cui viene chiamato questo piatto, dall’Asia Centrale ai Balcani fino al Medio Oriente, certifica la varietà delle sue preparazioni e la sua antichità; si dice addirittura che la ricetta sia nata durante l’assedio di Tebe del 338 a.C. da un’idea delle donne tebane per razionare il cibo e far sembrare le porzioni più abbondanti…
Oggi la cucina greca è semplicemente figlia della sua lunghissima storia, sicuramente non può vantare l’eterogeneità di quella italiana o francese, ma possiede un trionfo di sapori mediterranei, colori e freschezza, su cui pochi altri Paesi possono contare. Accanto ai gyros e ai souvlaki, incontrastati riferimenti della cucina di carne greca, svettano con fierezza una sequela di accompagnamenti gustosi e freschi, con l’horiatiki, l’insalata greca, saldamente in testa.
A Torino le “taverne” greche non sono tantissime, ma in città si possono annoverare almeno 3 indirizzi validissimi, sicuramente da non perdere:
- Greek Passion (corso Francia 201)
- La Taverna Greca (via Monginevro 29)
- Greek Food Lab (via Berthollet 6)