Qual è il santo preferito dai torinesi? Ovviamente San Simone! Risate, risate, silenzio.
Chi è nato a Torino o chi ci è capitato nei corsi e ricorsi della propria vita, avrà sentito almeno una volta questa battuta. Che come ogni battuta ha alla base comunque una qualche verità.

L’Amaro San Simone infatti è probabilmente il più famoso amaro alle erbe (39) cittadino, e anche uno dei più amati; la ricetta attuale risale agli anni ’60, mentre la formula pseudo-originaria affonda le radici addirittura nel 1500. Da Ensi a Willy Peyote, il San Simone è Torino nella musica, nella cultura pop o urban della nostra città, sulle tavole dei torinesi DOC. Ormai lo potete trovare un po’ in tutto il Piemonte (a volte anche fuori), e sugli scaffali del supermercato, ma nonostante l’espansione conserva il proprio fascino autoctono.
Questa introduzione per dire cosa? Che San Simone e Spoto Bakery hanno creato insieme, per questo Natale, un panettone. Com’è fatto? È un panettone al cioccolato all’Amaro San Simone, con fichi, limone, fava tonka e pepe di timut. Chi l’ha fatto? Quel bravissimo panificatore, pizzaiolo, pasticcere che è Alessandro Spoto, sicuramente uno dei fenomeni cittadini del settore.

L’operazione, abbastanza limited, con soli 600 panettoni creati, è chiaramente un omaggio alla città in cui sono nati sia San Simone che Alessandro (anche se le origini sono altrove). Una dichiarazione d’amore, dal gusto al packaging “cinematografico”, che ci è piaciuta, e che quindi vi abbiamo voluto raccontare.
E poi in periodo di regali e dubbi, fa sempre piacere avere uno spunto in più. Dove lo trovate? Da oggi, 6 dicembre, direttamente nella Bakery di Spoto in via Chiesa della Salute 23.
