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#iosonotorino

di Pierluigi Dovis

«Un futuro con la determinazione di noi bôgia nen»

«Torino è come una dispensa ancora sufficientemente rifornita – anche se non più con grande varietà – e comunicante con una cucina in cui buona parte degli strumenti è ancora utilizzabile. Ma non dovrà più affidarsi alle ricette finora sperimentate.

Vi parlo di un futuro fatto di relazioni, di attenzione al globale ma anche al 'piccolo', di valorizzazione della diversità

Per poter cucinare piatti nuovi, più adatti a persone con bisogni e aspettative nuove, deve ritrovare: la determinazione del bôgia nen, e non arretrare rispetto alle conquiste di umanità e di giustizia che riguardano la persona; un metodo che renda più vera e meno strumentale la corresponsabilità verticale e orizzontale; uno spazio certo e non fittizio di dialogo che costruisca relazioni tra soggetti, territori, gruppi, tra il centro e la periferia, tra mondi culturali; un’attenzione allo sviluppo globale che, però, non tagli fuori la dimensione del piccolo, sia esso persona o territorio o soggetto economico e sociale.

È chiamata a essere più casa, capace di far sì che l’inevitabile diversità non diventi diseguaglianza generando distanza tra chi galleggia e chi affoga».

 

 

Pierluigi Dovis

Classe 1963, da 30 anni nella Caritas dell’Arcidiocesi di Torino, ne è direttore dal 2000, oltre che delegato regionale Caritas di Piemonte e Valle d’Aosta. Nel 2008 la Città di Torino gli ha conferito la cittadinanza onoraria per il servizio reso, ricevuta di nuovo nel 2019 dal Comune di Medolla (MO) a seguito degli interventi post terremoto. Presidente delle Fondazioni Il Riparo e Feyles e delle associazioni Insieme per Accogliere e Il Bello del Carcere, è autore di alcuni volumi sul tema della povertà e del management sociale. Ha svolto attività volontaristiche in ambito carcerario, minorile e delle povertà in Italia e in Europa.

 

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