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#ambientalmente

di Maria Lodovica Gullino

Una mela al giorno…meglio se divina

Torino, primavera 2018

Il 2018 è stato proclamato, dai Ministeri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dei Beni culturali e del Turismo, l’anno del cibo italiano nel mondo. Non se ne abbiano a male gli chef, più o meno stellati, se quando penso al cibo – forse per deformazione professionale – non immagino fornelli né ristoranti, ma piuttosto campi e frutteti. E allora, per cominciare questo nuovo anno insieme, vi racconterò il viaggio nel mondo di un frutto tanto umile quanto prezioso. Non c’è frutto più simbolico della mela, considerato da un lato causa del peccato originale e dall’altro uno dei più importanti e riconosciuti rimedi naturali per la nostra salute. Delle caratteristiche salutari delle mele dovremmo ricordarci ogni volta che facciamo la spesa o scegliamo la frutta al ristorante. Spesso, infatti, optiamo per prodotti più alla moda ed esotici, dimenticando le caratteristiche di questo frutto di cui possiamo vantare in Italia e in Piemonte una produzione di altissima qualità. E proprio il Piemonte si è distinto negli ultimi anni per la produzione e commercializzazione in tutto il mondo di una varietà di melo, Ambrosia, dalle caratteristiche molto particolari, tali da far definire i suoi frutti ‘divini’.

Ambrosia è una cultivar di melo sviluppata in Canada, nello stato della British Columbia, alla fine degli anni ’80. La famiglia Mennell, nella Similkameen Valley, scoprì nel proprio frutteto una pianta di melo che produceva frutti all’apparenza diversi. La prima particolarità di questa mela è dunque il fatto di essere ‘nata per caso’ grazie a una mutazione naturale. Questa mela deriverebbe da tre tipi di mele diverse: la Red Delicious (mela rossa), la Golden Delicious (mela gialla) e la Jonagold. Durante la raccolta nel mese di settembre, alcuni raccoglitori assaggiarono casualmente i frutti di questa pianta e furono piacevolmente sorpresi dalla loro dolcezza e prelibatezza. Cominciò così la coltivazione su vasta scala e, ovviamente, fu un successo.

Il Piemonte si è distinto negli ultimi anni per la produzione e commercializzazione in tutto il mondo di una varietà di melo, Ambrosia, dalle caratteristiche molto particolari, tali da far definire i suoi frutti 'divini'

Era nata la mela Ambrosia. Le prerogative fondamentali sono il buon tenore zuccherino (16-17% di zuccheri) e la bassa acidità. Succosa, croccante e aromatica, dalla buccia lucida e levigata, per il 75% rossa con sfondo giallo, è caratterizzata da un invecchiamento molto lento, che le permette di essere conservata a lungo. Tutte queste caratteristiche la rendono molto ricercata sui mercati, a livello internazionale. Ed è proprio un’azienda piemontese, la Rivoira SPA, a essersi attivata per costituire un ristretto club di aziende che possono produrre le mele Ambrosia. La stessa ditta Rivoira, direttamente o tramite sue aziende associate, ha l’esclusiva della produzione e della commercializzazione di questa varietà in molte aree geografiche, tra cui Europa, Sud America, Medio Oriente, Nord Africa.

Anche il confezionamento delle mele Ambrosia è comune in tutto il mondo, in modo tale da renderlo riconoscibile e riconducibile alla varietà, conferendo così al frutto un’ulteriore caratteristica distintiva. Una mela divina, apprezzata ovunque, particolarmente richiesta nei paesi arabi, che ben rappresenta il successo nel mondo dei prodotti agricoli, ma anche la capacità imprenditoriale del nostro paese e, diciamolo pure con orgoglio, del Piemonte.