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Architetti

di MASSIMO GIUNTOLI

Presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino

Reinventare le città

Nel partenariato pubblico-privato c’è la chiave per favorire lo sviluppo sostenibile delle città attraverso progetti di rigenerazione urbana e ambientale. Il bando promosso dalla rete C40 è un interessante caso studio

Torino, estate 2020

C40 è la sigla con cui si identifica un network di 94 città che rappresentano oltre 700 milioni di abitanti e un quarto dell’economia globale. Il suo obiettivo è affrontare i cambiamenti climatici e promuovere azioni urbane che riducano le emissioni di gas serra e i rischi climatici, aumentando allo stesso tempo la salute, il benessere e le opportunità economiche dei cittadini. C40 promuove il bando ‘Reinventing Cities’, che prevede l’alienazione di siti dismessi o degradati da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana, nel rispetto dei principi di sostenibilità e resilienza; uno strumento per favorire la trasformazione urbana, riducendo le emissioni di CO2 e dando concretezza alle idee più innovative per la conversione di siti sottoutilizzati. Un elemento di particolare interesse è che, nel bando, non si valuta solo il progetto dal punto di vista architettonico e urbanistico, ma anche il piano economico e finanziario e la sua fattibilità.

Milano, insieme a Roma e Venezia, è tra le città italiane che fanno parte della rete e ha candidato al bando ‘Reinventing Cities’ sette aree. In queste settimane sto seguendo la prima fase dei lavori per l’area di via Monti Sabini, in qualità di membro della Commissione giudicatrice, e ho potuto apprezzare meglio l’iniziativa che mette in evidenza l’importanza del partenariato pubblico-privato per la trasformazione urbana. La mia speranza è che presto anche Torino possa aderire, promuovendo azioni concrete per lo sviluppo sostenibile della città. Ecco le aree oggetto del bando: Piazzale Loreto: è una delle sette piazze strategiche di Milano 2030, in un’area tra le più accessibili della città; si trova in un quartiere tra i più densi e attivi di Milano, dalla forte vocazione commerciale e ricco di servizi, ma oggi si configura come un elemento di cesura in larga parte dedicato al traffico, fattore che ne compromette la qualità urbana.

Nodo Bovisa: un’area di 91mila metri quadri, di cui 54mila di proprietà del Comune e 37mila di FerrovieNord; oltre che dalla stazione e dai piazzali antistanti, oggi adibiti a parcheggio, il sito è composto da un’ampia area a est dei binari; il bando è l’occasione per ricucire il quartiere separato dai binari e integrare la stazione quale porta di accesso a un sistema di funzioni urbane strategiche.
Scalo Ferroviario di Lambrate: un’area di 70mila metri quadri separata dall’adiacente quartiere universitario di Città Studi dalla cintura ferroviaria; si prevede l’insediamento di un quartiere sostenibile con alloggi di edilizia residenziale a prezzi accessibili, significativi spazi pubblici, aree verdi e servizi di quartiere per il 60% dell’intera superficie.
Aree ex Macello (viale Molise/via Lombroso): per l’area di circa 150mila metri quadri, in passato sede del macello comunale, è previsto un mix di funzioni urbane tra cui l’insediamento di circa mille abitazioni in edilizia residenziale sociale.
Crescenzago (via Civitavecchia): sull’area di circa 13mila metri quadri situata nel quartiere di Cimiano, sottoutilizzata, già servita dal trasporto pubblico, si sperimenteranno nuovi modelli e servizi abitativi, con progetti in grado di generare mix sociale, minimizzare le emissioni e massimizzare l’integrazione del verde in relazione al contesto.
Via Monti Sabini (Vigentino): un’area di circa 50mila metri quadri nel quartiere Vigentino, che si caratterizza per la presenza di insediamenti produttivi, terziari e commerciali e fabbricati rurali, molti dei quali in corso di riconversione verso funzioni residenziali.
Palazzine Liberty (viale Molise): sei palazzine (superficie catastale 7800 metri quadri) situate nel quartiere Calvairate, a 100 metri dalla stazione ferroviaria Milano Porta Vittoria, da riqualificare integrando il recupero del patrimonio edilizio di valore storico-architettonico con l’attivazione di nuovi servizi per il quartiere e la città.

MASSIMO GIUNTOLI

Libero professionista, è presidente del Gruppo Torino progetti e opera nel settore sicurezza e prevenzione per committenze pubbliche e private. E inoltre coordinatore e responsabile dell'Ufficio Ambiente di alcune associazioni di categoria ed è coordinatore tecnico del Dipartimento di Interior Design e docente di Ergonomia per il Corso di Laurea di livello dello IAAD di Torino. Dal 23 marzo 2016 è presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino.