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Commercialisti

di Luca Asvisio

Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

La revisione delle società

Uno strumento di crescita e non un inutile adempimento, che può far sviluppare la cultura d’impresa e l’importanza della vicinanza tra professionisti, revisori e imprese, creando meccanismi virtuosi

Torino, primavera 2020

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo sul codice della crisi e dell’insolvenza, il 14 febbraio 2019, ha apportato rilevanti modifiche al codice civile che toccano, tra l’altro, la nomina degli organi di controllo. Il nuovo articolo 2477, così come integrato, prevede la nomina di tale organo qualora la società:

♦ Sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
♦ Controlli una società obbligata alla revisione legale dei conti;
♦ Superi, per due esercizi consecutivi, anche solo uno dei tre limiti: 2 milioni di euro di attivo, 2 milioni di euro di ricavi, 10 dipendenti.

Qualora detti requisiti ricorrano su società già costituite alla data di pubblicazione della predetta norma, le relative nomine sarebbero dovute avvenire entro nove mesi (dicembre 2019), termine in corso di spostamento, sulla base del decreto Milleproroghe in discussione, con l’approvazione dei bilanci 2019. Si tratta, quindi, di un tema di rilevante attualità. In previsione di quanto sopra, l’Ordine dei Commercialisti, sin dal 2018, ha aperto un tavolo di lavoro per supportare tale attività, considerandola un’importante opportunità in grado di creare nuove occasioni di lavoro per la nostra professione, ancor di più in un momento come quello che stiamo vivendo, il quale, come più volte ribadito, vede una crisi economica endemica cui si accompagna, per quanto ci riguarda, la progressiva riduzione di numerosi adempimenti, nel passato fonte di ricavi.

Non possiamo e non dobbiamo farci trovare impreparati di fronte a questa nuova opportunità. A tal fine, però, è necessario, ancora una volta, operare un’adeguata formazione, in quanto il mondo della revisione non rappresenta – per molti di noi – il terreno naturale sul quale muoversi. Di qui la creazione di un incubatore nel quale formare – con l’ausilio di revisori di professione, della capacità didattica e organizzativa di Eutekne e sotto l’egida dell’Università – tanto commercialisti che vogliano assumere nuovi incarichi, quanto colleghi che possano assicurare il loro supporto formato e controllato ad altri colleghi. Ma, parimenti, l’apertura di un dialogo costruttivo con i colleghi operanti nelle società di revisione ha portato alla loro partecipazione alla complessiva attività del nostro ente, nello specifico settore di attività a supporto di tutti gli iscritti.

Tale rappresentanza si è sviluppata tanto con la partecipazione al Consiglio dell’Ordine di un membro scelto all’interno di tale mondo, quanto con la creazione di un tavolo di lavoro nel quale scambiarsi reciproche problematiche, sviluppare attività comuni nell’ambito della formazione e, in generale, sulla base di quanto indicato in precedenza, favorire l’apertura alla cultura della revisione per tutti gli iscritti. I primi riscontri di questa collaborazione sono positivi e vogliono portare alla progressiva realizzazione di un’importante forma di riconoscimento delle rispettive funzioni, per evitare, quanto più possibile, invasioni di campo e per assicurare alla collettività un valido supporto per trarre ulteriori spunti di riflessione da questo nuovo incombente, da coordinarsi con l’intervenuta normativa sulla crisi d’impresa. Ciò al fine di veder crescere la cultura d’impresa e l’importanza della vicinanza tra professionisti, revisori e imprese, creando meccanismi virtuosi. È uno sforzo notevole per tutti, ma può portare a risultati significativi

Luca Asvisio

Nato a Torino nel 1965 e iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino dal 1991, ne è stato segretario dal 1997 al 2012 (con le presidenze Locatelli e Milanese), mentre dal 2017 ne è il presidente. Svolge ininterrottamente l’attività sin dalla pratica nello studio fondato dal dottor Alberto Dondona, di cui nel tempo è divenuto associato e di cui ha mantenuto la denominazione anche dopo la morte del suo maestro.