Torino, speciale 2021
Nel 2020, tanti di noi hanno perso parenti, colleghi e amici, ai quali va innanzitutto il nostro ricordo, triste ma affettuoso, così come tanti – nel corso dell’esercizio – si sono trovati a vivere sentimenti di paura e incertezza che, forse, solo i nostri nonni ricordano di aver provato in tempo di guerra.
In questo clima di insicurezza con cui abbiamo dovuto convivere – così come abbiamo dovuto abituarci all’uso continuativo di mascherine, tamponi e modalità di interlocuzione a distanza – sono tornate a rappresentare valori importanti le aggregazioni, e in particolare quelle familiari, che l’emergenza pandemica ha forzata- mente sviluppato, ridando vigore a comportamenti che ci sembravano ormai desueti e che, viceversa, sono le nostre radici e vanno adeguatamente
Pensiamo, forse immodestamente, che anche il nostro Ordine abbia rappresentato una spontanea aggregazione di interessi naturali, come dimostra la crescita esponenziale di contatti telefonici cui gran parte degli iscritti ha ritenuto di ricorre, probabilmente valutando l’istituzione come una risolutrice attiva delle necessità personali e professionali.
E se l’Ordine è stato aggregante e funzionale per ciascuno di noi, siamo convinti che i nostri studi lo siano stati per molti dei nostri clienti, che, ancor più in occasione di fenomeni così invasivi, hanno visto nelle risposte puntuali dei professionisti, ma anche nella condivisione umana delle problematiche di ciascuno, un riferimento decisivo, un valore in termini tanto di competenza quanto di riconoscimento empatico.
In questo senso dobbiamo ragionare sempre di più sul valore, anche sociale, della nostra professione di commercialista che, ancora una volta e in maniera più puntuale che in passato, ha rappresentato il primo riferimento per le esigenze dei clienti, che spesso hanno richiesto un supporto che andasse oltre l’esperienza specifica, per percepire nel nostro appoggio quelle qualità che rendono ciascuno di noi il principale ausiliario dell’imprenditore.
È un valore che, nonostante la progressiva globalizzazione del mondo economico e sociale nel quale operiamo, non deve andare perso e, anzi, va incentivato, rappresentando un fondamentale sostegno in settori sempre più ampi della vita sociale, dove si cercano in maniera crescente riferimenti positivi come i nostri, per provare a ripartire, ancor più dopo situazioni così tragiche come quelle che abbiamo vissuto e delle quali porteremo i segni ancora per molto tempo.
Continuiamo a essere ottimisti, ma non dobbiamo perdere le occasioni che ci si presentano, e che potrebbero venir incentivate dalla ripartenza economica che ci auguriamo possa seguire a questo momento di crisi; speriamo quindi in un nuovo “Rinascimento”, al quale vogliamo dare il nostro contributo, riprendendo e sviluppando l’enorme massa di attività che vengono sviluppate dai commercialisti di Torino, un riferimento a livello locale ma anche orgogliosamente un modello nazionale: il Modello Torino.
Noi ci saremo, tutti insieme, con modestia ma anche consci del ruolo di facilitatori, di creatori di reti di rapporti che, in questi momenti, sembrano essere sempre più importanti, come cercammo di evidenziare nel corso del primo Forum Milanese, che organizzammo, per creare i presupposti per fare rete, in ricordo della nostra lungimirante guida, Aldo Milanese, del quale cerchiamo di continuare a sviluppare le idee innovative, le stesse a cui ha dedicato tutta la vita.
Ci saremo, non solo nell’attività di chi ha la fortuna di condurre questo Consiglio, ma nell’opera, silenziosa ma altrettanto importante, di tutti quelli che credono in questa professione, e credono valga ancora di più se fatta in gruppo, condividendo e portando la propria esperienza e le proprie idee per sentirci tutti meno soli.
