Torino, Inverno 2024 – 2025
Mia figlia indossa un abito lungo. Andiamo a una serata di gala al Teatro Regio, per celebrare in tanti il cinema.
«Festeggiamo chi lo fa ma soprattutto chi lo guarda, perché così gli permette di esistere» dico con enfasi, dandomi il mascara. «Abbracci un’idea filosofica precisa, mamma, se sostieni che le cose esistano solo se le guardiamo». POF.
Magicamente ma violentemente tutto per me si ferma. Mi blocco davanti allo specchio, come quando sul set i registi dicono “freeze” per fermare attrici e attori in un momento preciso per consentire ai tecnici di fare qualcosa senza dare lo “stop” e poi riprendere tutto proprio da quel momento, girando così la scena in un unico ciak. Ecco, spesso le parole di mia figlia mi fanno quell’effetto. FREEZE.
Magicamente ma violentemente tutto per me si ferma
Se veramente abbracciassimo questa filosofia del “non ti guardo, ergo non esisti”, sarebbe facile fare finire le guerre e ogni tipo di violenza e sopruso: basterebbe girarci tutti dall’altra parte. Eppure. Eppure ci sono già tante persone che voltano le spalle per non guardare, ma le brutture continuano a esistere. Butto un occhio alla mia cucciola: sta indossando un paio di scarpe basse e si è messa al collo una collanina semplice.
Lo stesso filosofo a cui allude, per non essere troppo criticato per via di questa idea che dà un potere totale all’osservatore, alla nostra percezione, aveva aggiunto un concetto laterale, una scappatoia, che nella mia mente freezzata risuona più o meno così: non vi preoccupate se nessuno sulla faccia della terra vi degna di uno sguardo, tutti comunque esistete perché c’è un’ entità divina che percepisce e guarda sempre tutto e tutti, assicurando al mondo di esistere anche quando le creature umane sono distratte o disinteressate o magari solo lontane. POF.
Esco dal freeze e scopro che mentre la mia mente era congelata in quella bolla di riflessione, il cervello ha comunque portato avanti il corpo e senza accorgermene ho finito di truccarmi, mi sono infilata dentro al mio abito da sera preferito, ho indossato dei tacchi adeguati e sono pronta per uscire.
Domani, anziché abbandonarmi alla filosofia, cercherò nelle neuroscienze la spiegazione per questa capacità umana di gestire in modo parallelo azioni e pensieri così diversi per natura e funzionalità. Guardo mia figlia: è bellissima, meno male che esiste a prescindere da qualunque sguardo. E per fortuna mi viene anche in mente che abbiamo più possibilità per esistere.
Guardami.
Ascoltami.
Pensami.
Ricordami.
In questo modo dovremmo esserci tutti. Almeno per un attimo ogni tanto.
(Viva le alternative possibili, comprese quelle ancora da scoprire. Viva la filosofia e l’allenamento al ragionamento. Viva il cinema.)
