La legge di Lidia Poët, sia la prima che la seconda stagione, ci è piaciuta perché gli attori sono bravi, perché Torino è bellissima, perché ogni gesto di Lidia è una sfida all’ordine costituito, una piccola ma grande rivoluzione. Dunque, inizia così questo Speciale Food Inverno 2024, con un pezzo dedicato a Gusto & Rivoluzione, con dei match di gusto tra passato e futuro, tradizione e rivisitazione. Plin contro gyoza, bollito classico contro quello evoluto… e così via. Qui l’articolo completo.
A seguire i nostri top della stagione scelti per voi.
Felicin alla Consolata
Siamo tornati da Felicin per fare i conti a circa un anno dall’apertura. E stavolta ci siamo dedicati più al lato colazioni-merende-aperitivi. Questo boutique-bistrot (di cui già vi avevamo raccontato per bene l’offerta pranzo/cena) ci convince sempre di più proprio grazie a questa sua anima viva tutto il giorno. Dalle brioches della colazione alla cioccolata per merenda, fino al tè delle cinque o all’aperitivo con gli sfizi salati. Un anno è passato e quella prima impressione è confermata: Felicin è nuovo cult cittadino.

La Taverna di Frà Fiusch
Uno dei nostri pleasure preferiti… Un luogo sulle colline di Torino che è a due passi dalla città, ma lo stesso un locus amoenus che conduce già in vacanza. Stavolta abbiamo parlato di Shrek, di cipolle, di come si può disegnare la cucina e del modo più opportuno di muoversi in questo ecosistema complesso. Ugo Fontanone, con naturalezza, ha sempre per noi una risposta buona, a parole e in tavola, ed è per questo che anche in questo Inverno ve lo ritrovate tra i suggerimenti.

Felice a Testaccio
Un anno fa Felice a Testaccio è sbarcato a Torino. Che è un po’ come quando ti capita il Real Madrid nel girone di Champions. Parliamo infatti in questo caso di una leggenda della cucina romana, un locale che da cento anni promuove, esplica e insegna l’autentica cucina romana, non quella “modaiola”. E lo fa con i suoi cavalli di battaglia: abbacchio, tonnarelli cacio e pepe, polpette di bollito e tutti gli altri. Felice a Testaccio, anzi a Torino, ci ha ampiamente soddisfatto.

Ca’ Mia
E a proposito di rivoluzioni: Marco Albano, Davide Tedesco e tutta la squadra la loro rivoluzione l’hanno egregiamente portata a termine un po’ di tempo fa. Consegnandoci un ristorante appagante sia per l’estetica (affascinante questo simil-shabby chic) che per il gusto (la tradizione: sua maestà il gran bollito; l’innovazione: tartare di tonno su cialda di mais con spuma di bufala ed erba cipollina). Il risultato? Un ottimo suggerimento per ogni gourmand.

La Piola di Via Piol
Una pancia di maialino Beck, cotta a bassa temperatura, con senape e miele da leccarsi i baffi. Un risotto all’amatriciana con gamberi crudi e crema di burrata da fuochi d’artificio. Basterebbero questi due piatti a raccontare l’elemento forse più importante di questo ristorante. Quale? L’amore per la cucina. Mimmo Girioli e tutta la banda amano creare. Amano strabuzzare gli occhi di fronte alle nuove materie prime. Amano stupire. Con tecnica, tenacia e amore in poco tempo questa “piola” si è guadagnata il suo posto in quel di Rivoli.

Torricelli
Nell’epoca degli influencer e dell’algoritmo che decide ogni cosa, Torricelli segue un ritmo diverso, il suo ritmo. Un bel ristorante in Crocetta che propone una cucina semplice ma attentissima al dettaglio, e che nel tempo ha creato una folta schiera di aficionados per cui ormai Torricelli è un po’ una seconda casa. Insomma, una case history classica ma fuori dagli schemi che chi ama questo mood deve avere in agenda.

Bistrot del Castello
Abbiamo un castello meraviglioso e ce lo dimentichiamo spesso. Dunque dove siamo? Ancora a Rivoli. Obiettivo della missione? Provare il nuovo Bistrot del Castello, rinnovato questa estate, con una coppia, Marco e Franca, che ha portato vent’anni di esperienza in questo nuovo ristorante. E con l’esperienza hanno portato a Rivoli la loro amata cucina di mare e quella delle radici, ovvero il Piemonte. Dall’insalata russa all’antipasto di mare, questa svolta del Bistrot ci ha sorpreso!

QR – Quadrilatero Romano
Altro giro, altro ristorante romano. Qui parliamo di uno però nato a Torino, fiero ambasciatore della cucina romana in città, affacciato su una delle piazze più belle di Torino. Oltre a una carbonara fatta a regola d’arte, qui potete trovare anche eventi, presentazioni di libri, serate culinarie speciali… in un ambiente vivo e vibrante. Perché al Quadrilatero chi sa solo di cucina romana, non sa nulla di cucina romana.

