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L'amore ai tempi di Torino

di Enrica Tesio

Lo sport più bello del mondo

Torino, primavera 2021

Il padre dei miei figli più grandi è un surfista e uno sciatore. Questo vuol dire che negli anni insieme ho vissuto in balia di venti e nevi, senza sapere bene quale fosse il meteo più favorevole, se mi conveniva scegliere una serena solitudine o la compagnia di un uomo molto triste e frustrato. Non era una passione condivisa, il ‘senso di Enrica per la neve’ è scarsino e il vento in spiaggia mi dà il mal di testa, inoltre fai la doccia la sera e ti ritrovi nello scarico l’isola del Giglio per quanta sabbia hai accumulato. Non che sia pigra, corro e nuoto in piscina, in pratica mi dedico a due attività faticose, ripetitive e noiosissime, non c’è competizione, l’unico piacere che si prova a correre e a nuotare sta nel finire di correre e nuotare. E lavarsi dopo, sono una donna semplice, più che un’atleta, una bestia da soma. Dopo sci e surf è arrivata la fissazione di mio figlio per il calcio, quando Higuaìn venne alla Juve si trasferì a vivere in Crocetta, poco distante da dove abitavamo noi. Lorenzo mi costringeva a sostare dietro a una siepe, accovacciata, in attesa che la macchina del suo beniamino uscisse dal garage.

Ero a tutti gli effetti madre gobba di figlio gobbo, non tanto perché juventino, più per la scoliosi che ci veniva in quella posizione. Fortunatamente i bambini sono volubili e l’amore per il calcio è andato via via scemando, adesso è arrivato il tennis e ho la certezza che sia arrivato per restare. La colpa della conversione di Lorenzo è da attribuire al mio fidanzato, che è un super appassionato della terra rossa. Stare con un tennista significa avere la TV perennemente sintonizzata su Super- Tennis, tu sei nell’altra stanza e se per caso c’è un match femminile ti chiedi se stiano trasmettendo un porno, anzi un porno gangster, i versi che fanno le giocatrici ogni volta che colpiscono la pallina hanno del disumano, sono indecise tra un gemito, una bestemmia o un urlo di dolore di chi è stato beccato da un proiettile volante in una sparatoria.

Se stai con un tennista capisci che il tennis non è uno sport, ma è sempre una metafora, altissima, potente, della vita

Stare con un tennista significa sapere che quando torna dopo una partita non dirà mai di aver giocato abbastanza bene e soprattutto mai abbastanza. Stare con un tennista significa condividerne gli acciacchi, lui ha avuto il gomito fuori gioco per mesi, una tendinite così forte che alla fine ha comprato l’arnica per cavalli, non scherzo, è entrato in un negozio specializzato in equitazione e si è finto un fantino. La sera si è spalmato questo unguento portentoso che non ha ridotto il dolore ma in compenso gli ha donato un bel manto lucido. Se stai con un tennista capisci che il tennis non è uno sport, ma è sempre una metafora, altissima, potente, della vita. Il campo è un tempio in cui si sta in religioso silenzio, ma anche un ring dove i giocatori sono pugili, la partita è un corpo a corpo, pugili che danzano.

Il tennis è leggerezza e potenza, è la perfetta combinazione di un’azione violenta che si svolge in un clima di totale tranquillità. Se chiedi a un tennista com’è giocare ti dirà che è un’esperienza tremenda, sei solo, non puoi prendertela con un compagno di squadra, con qualcuno che te la passa male o che non coglie al volo le tue intuizioni. Una partita può durare anche una giornata intera, gli allenamenti sono sfiancanti, puoi andare benissimo in campo e ugualmente perdere. Ma allora perché dovrei essere felice che mio figlio si dedichi a questo sport infame, più impegnativo degli allenamenti di Mimì Ayuhara che si temprava spirito e corpo legandosi le braccia con le catene? Semplicemente perché è il più bello del mondo, dice il tennista con aria solenne. È uno sport fisico, si corre fino allo sfinimento, ma è soprattutto strategia, intelligenza, ed è per questo che il doping non serve qui, non esiste un doping che ti renda più intelligente.

E il tennista che ho come convivente mi mostra un vecchio scambio tra Federer e Nadal, una partita di qualche anno fa. Ecco, amiche, cercate un uomo che vi guardi come il mio fidanzato guarda Federer, perché quello è vero amore.


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