Kaizen è un termine giapponese che significa letteralmente “cambiare in meglio”; da questa parola è nata una vera e propria filosofia che ha come fulcro proprio il miglioramento continuo. Un lavoro quotidiano che aspira a raggiungere la versione migliore di noi stessi. È un bel concetto… ed è pure cool da usare nelle conversazioni.

Quando, ormai tanti anni fa, arrivarono a Torino i primi sushi AYCE (all you can eat) erano molto diversi da oggi, spesso avevano anche anacronistici rulli che per fortuna hanno fatto il loro tempo… In generale, la qualità medio-bassa di preparazioni e prodotti era abbastanza una costante, tale da rendere i sushi AYCE una proposta perlopiù per giovani o scorpacciate saltuarie in stile La grande abbuffata di Ferreri.
In seguito, l’ecosistema è cambiato, adattandosi a uno standard culinario che da noi è tutt’altro che basso: d’altronde i torinesi amano mangiare bene e cercano con particolare dedizione la qualità, specialmente a tavola. Ovviamente sono rimasti in città anche sushi AYCE “entry level”, ma la tendenza in città è stata quella di alzare l’asticella.
Attualmente, la middle class del sushi torinese, ovvero quella che propone format AYCE con particolare attenzione alla qualità dei prodotti, è una delle sfumature food più interessanti del nostro territorio. Certo, non è semplice distinguere le opzioni nel mare magnum delle possibilità, ma quando si trovano i nomi giusti capita di pescare perle davvero preziose.

Con questa bella speranza nel cuore, siamo andati a testare la cucina di Level Fusion (via San Francesco da Paola 46), pieno centro, una bella realtà fresca di restyling e, soprattutto, uno dei locali che meglio esprime il format del sushi AYCE d’alta gamma. Vi raccontiamo com’è andata.
Il locale è senz’altro bello e curato: tanto legno, luci mai invadenti, vibes nipponiche eleganti ma composte che ormai abbiamo imparato a conoscere. La formula proposta è, come da tradizione, duplice: a pranzo un menu un po’ ridotto con formula economica particolarmente accattivante (sotto i venti euro); a cena l’extended version con tutto il menu completo (a poco più di quaranta euro).

Ma, che si tratti di menu pranzo o menu cena, a noi interessa ciò che sta in mezzo: l’impressione è che Level Fusion viva per una missione specifica, ovvero provare a disegnare l’eccellenza del sushi AYCE. Non a caso, tra le proposte tornano tanti piatti cari a molti AYCE, ma allo stesso tempo sono presenti varie chicche che difficilmente potremo trovare altrove; soprattutto per quanto riguarda le proposte “fuori sushi”.
Un esempio? Noi abbiamo sì preso nighiri e gunkan misti (ottimi e coloratissimi), ma anche il vitello tonnato e le gambero cheese (sfere fritte di gambero con mandorle, Brie e salsa thailandese). Giocando tra grandi cult dei sushi, come gli uramaki Tiger (gamberi fritti, salmone, kataifi, maionese e teriyaki) o l’Astice roll (tempura di gamberi, avocado, tartar di astice e salsa teriyaki), ma allo stesso tempo divertendoci con proposte meno consuete, vedi i Porcini roll (porcino fritto, battuta di manzo e salsa verde).

Fil rouge di ogni piatto, la voglia di andare oltre l’ordine costituito (e spesso un po’ standardizzato) dei sushi AYCE, con una cucina attenta, creativa e concreta allo stesso tempo. Bella metafora di tutto questo, il gran plateau con cui ci siamo viziati sul finale…
Insomma, i sushi AYCE a Torino (non tutti) sembrano un po’ seguire la filosofia Kaizen, alla ricerca di una qualità sempre più alta e della versione migliore di sé stessi. Level Fusion incarna alla perfezione questa direzione e rappresenta uno degli esempi più significativi in città di questa nuova wave.
LEVEL FUSION
Via San Francesco da Paola, 46 – Torino
Tel. 352.0358889

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)