News

  • Giorgina Siviero: come può ripartire il commercio torinese - Leggi tutto
  • Carlo Emanuele Bona: Torino ancora al centro della filiera dell'editoria - Leggi tutto
  • Alberto Sinigaglia: i canali di informazione, basilari per la rinascita - Leggi tutto
  • Christian Greco: la cultura per contribuire alla rinascita - Leggi tutto
  • Alessandro Bollo: le priorità su cui lavorare per il futuro - Leggi tutto
  • Sebastian Schwarz: vorrei un Regio senza barriere - Leggi tutto

#iosonotorino

di Paolo Turati

Il sesto dito torinese del pianista

Torino, 21 aprile 2020

I sondaggi che vari Istituti di ricerca stanno facendo in questi giorni per capire quali saranno i settori culturali che impiegheranno più tempo a ritornare ai livelli di fruizione pre-Covid 19 da parte del pubblico evidenziano come i Concerti saranno il settore più penalizzato. Il 43% degli intervistati esclude di essere disponibile sic et simpliciter ad “aggregarsi” come prima in una sala da Concerto una volta passata l’emergenza. Peggio solo le Discoteche (col 47% che pensa che “manterrà le distanze” ancora a lungo anche dopo la Fase 2), mentre Teatri a Librerie possono contare su un solido 90% di aficionados che non defletteranno dal dar seguito alla loro passione per le Belle Lettere.

Persona mite e allo stesso tempo consapevole delle proprie doti, Antonio Cuconato è un esempio di torinesità d'antan passata attraverso cent'anni di scale armoniche

Mentre partecipavo la scorsa settimana con un mio breve intervento ad una Conferenza Web sulle prospettive della Cultura e della Formazione post-Coronavirus, ascoltando le preoccupazioni del Sovrintendente Sebastian Schwarz per il Teatro Regio mi è venuto in mente, come per un flash, un nome. Molti non sanno chi sia stato, Antonio Cuconato, ma al Teatro Regio e in tante altre sale della città e dell’intero Paese taluni fra i melomani meno giovani rammentano questo decano degli accordatori torinesi, che mi piace ricordare come“il sesto dito del pianista”. Cognome del “pianismo” torinese che risale alla Storia, quello dei Cuconato. Oltre ad Antonio (“Cuconato Antonio – comm. noleggio riparazione pianoforti strumenti musicali al minuto – Torino, v. Lagrange, 2, Cronache Economiche N.172, Aprile 1957, p. 13, Bess Digital Archive”) troviamo negli ‘antichi’ elenchi pubblici anche Arturo, con Ditta in Corso Cairoli 14 (Cronache Economiche N.154, Ottobre 1955, p.101, Bressdigital Archive) nonché, sempre ‘temporibusillis’, “Steinbach di A. Cuconato& c” Torino, Corso San Maurizio 75 (dove ‘A.’ stava per Aldo).

Nato nel 1909, dopo qualche anno di studi musicali, viene nominato ad inizio anni Trenta accordatore (e subito Commendatore) del pianoforte dalla Regina Elena in sostituzione del nonno. Va in guerra e quando torna si getta nuovamente nel suo lavoro, con committenti di eccezione, quali la famiglia Agnelli, e con Artisti di fama mondiale che rifiutano altri accordatori se non lui, come Arturo Benedetti Michelangeli, il quale pretende sempre che lo Steinway&Sons da Gran Concerto, quando suona a Torino, glielo “curi” esclusivamente Cuconato. L’ho conosciuto nei suoi ultimi anni, quando gestiva ancora un piccolo esercizio in Via Bogino e ho avuto il piacere di averlo a casa mia, dove era venuto a valutarmi un pianoforte antico, con meccanica ancora a baionetta. Persona mite ma allo stesso tempo brioso e perfettamente consapevole delle proprie doti e della propria mission. Un esempio di “torinesità” d’antan passata attraverso “cent’anni scale armoniche”.