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Disegnare la città

di Benedetto Camerana

Grandi eventi sportivi grandi cambiamenti per le città

Torino, estate 2021

Torino, come Milano, sta per essere investita da una nuova ondata di grandi eventi sportivi che potranno aggiornare il profilo delle due città. Questi programmi porteranno nel futuro prossimo investimenti, energie, trasformazioni urbane e l’opportunità di una crescita competitiva, che potrà rivelarsi un grande acceleratore soprattutto se gli organizzatori e gli enti pubblici sapranno interpretare al meglio queste opportunità.

Gli eventi sono le Nitto ATP Finals, che da novembre 2021 fino al 2025 offriranno agli spettatori le sfide degli otto supereroi mondiali del tennis, integrandosi poi con le Universiadi invernali, a Torino a gennaio 2025. L’anno dopo, l’attenzione mediatica si sposterà a Milano (con Cortina e altri luoghi) per i Giochi olimpici invernali, tra febbraio e marzo 2026.

Torino sta per essere investita da una nuova ondata di grandi eventi sportivi.

Questi programmi porteranno nel futuro prossimo investimenti, energie, trasformazioni urbane e l’opportunità di una crescita competitiva

Il fattore di cui oggi stiamo esplorando la portata è quello delle Finals. Questo evento ha un potenziale esplosivo, anche maggiore dell’Olimpiade, se ben programmato e interpretato: per l’alto profilo dei partner, per i 250mila spettatori in arrivo dal mondo con un alto desiderio di acquisto di un’esperienza di qualità, per la grande attenzione mediatica, ma soprattutto perché le Finals si ripeteranno ogni anno per cinque anni.

La strategia sarà dunque quella di andare oltre al solo evento sportivo e al luogo fisico delle sfide, il PalaIsozaki/Alpitour, integrando sistematicamente nel programma fisico e digitale le migliori qualità della città, proponendo in ogni edizione contenuti e idee sempre più innovativi, sfidanti, non convenzionali, aggiornati alle novità dell’anno, correggendo mancanze delle edizioni precedenti. Non sono previsti nuovi edifici, ma la costruzione di un immaginario internazionale per Torino, che potrà andare ben oltre quello delle notti del 2006.

In questo quadro occorre integrare le Universiadi, cercando di farle partecipare alla stessa strategia di promozione urbana, seppur con un profilo differente. Questo evento può essere un booster per la programmazione di nuove residenze universitarie, uno dei fattori più importanti nella competitività tra città innovative. La coincidenza di formule abitative tra giovani atleti e studenti universitari è l’elemento tecnico di facilitazione progettuale che dà valore al programma. E questo è vero in particolare per Torino e Milano, che, oltre a cercare di attrarre studenti da fuori città/Paese, devono offrire alle loro popolazioni universitarie (circa 100mila a Torino e 200mila a Milano) buoni motivi per restare come futuri abitanti, portando energie nuove nel tessuto economico.

Ed è la stessa strategia sottesa ai piani, evidentemente più in grande, che Milano sta sviluppando per le Olimpiadi del 2026: in particolare  con  il  Villaggio  olimpico nello scalo ferroviario di Porta Romana, sviluppato da Coima, temporaneamente per i 1400 atleti, ma già pensato per la funzione permanente di residenza universitaria. La programmazione olimpica permetterà anche di completare progetti da anni in stand-by, come il PalaItalia a Milano Santa Giulia, destinato all’arena per l’hockey e a centro polifunzionale nel post olimpico, proprio come il PalaIsozaki di Torino 2006, che oggi ospita le Finals.

 

 


«Progettare per rigenerare il nostro patrimonio»
Leggi l’opinione di Benedetto Camerana, maggio 2020