News

Disegnare la città

di Benedetto Camerana

Torino, energie per il futuro

Torino, speciale 2021

Il futuro di una città è affidato alle nuove generazioni che la abiteranno. In un tempo di crescente mobilità, il punto cruciale per questa tensione verso il futuro è l’attrazione che  una città riesce a costruire: rivolta a chi potrebbe trasferirsi a Torino e a chi dovrebbe restare, invece di lasciarla per altri luoghi. I fattori determinanti sono la qualità spaziale e ambientale, definita, specialmente per i più giovani, dagli spazi verdi e dalle aree per lo sport, di cui abbiamo già parlato in questa pagina, e, soprattutto, un’offerta formativa di alto livello: universitaria e tecnica. Sono ambiti in cui Torino è già un riferimento nazionale e, in certi settori, anche europeo.

Con una residenzialità universitaria che supera i 100mila studenti, la centralità della matrice formativa della città è chiara a tutti. Atenei e istituti tecnici sono dunque i protagonisti principali dell’attrattività della città, almeno a livello di primo approdo. La permanenza a Torino è poi incrementata dalla vivacità dell’economia locale, tra aziende e istituzioni esistenti, con le quali operare, e da condizioni che favoriscano la nascita di nuove attività economiche. Come detto, l’offerta oggi  è già di alto livello. Ma è sicuramente migliorabile. Infatti, i diversi soggetti hanno programmato interventi di crescita sul territorio con piani rilevanti di sviluppo.

Atenei e istituti tecnici sono i protagonisti principali dell’attrattività della città.

L’offerta oggi è già di alto livello.

Ma è sicuramente migliorabile

Proviamo a scorrere i progetti: Politecnico e Università hanno piani concreti e molti casi integrati con complessi privati per realizzare distretti tecnologici d’avanguardia, che uniscano formazione tecnica e universitaria, ricerca e industria.

Il Competence Center del  Politecnico, in abbinamento con ASSOCAM Scuola Camerana, affiancato dal MTCC, formerà sull’area TNE a Mirafiori un super polo tecnologico per la meccatronica e l’additive manufacturing. Il modello di distretto innovativo integrato sarà replicato in corso Marche per la space economy da TASI, Leonardo, ALTEC con Poli (e ASSOCAM) e in ampliamento del “mio” Environment Park per green e circular economy, guardando all’innovazione nelle fonti energetiche del futuro, come l’idrogeno (quanti sanno che a inizio 2022 saranno sul mercato le prime auto a fuel cells?).

Un altro progetto cruciale è il Polo della Salute nell’area Avio vicino al Lingotto, con il nuovo centro ospedaliero pensato con i criteri più avanzati, la nuova Facoltà di Medicina dell’Università, i centri di ricerca delle aziende farmaceutiche. Ancora l’Università è protagonista con la Città delle Scienze di Grugliasco e con il Polo delle Arti alla Cavallerizza, realizzato con Accademia Albertina e Conservatorio.

Si aggiungono i programmi per la nuova sede dell’ESCP, la Business School europea, e l’idea di Piazza dei Mestieri di realizzare un nuovo centro per la formazione tecnica. Ancora il Poli ha in programma di trasformare una parte di Torino Esposizioni in Campus di Architettura.

Questo fervore di nuove attività richiederà residenzialità innovativa dedicata a studenti e ricercatori: gli operatori pubblici come EDISU e i privati hanno importanti programmi di sviluppo diffuso nella città. È quasi una rivoluzione urbanistica, innervata nei masterplan degli atenei, quasi a sostituire un PRG ormai superato. Chiudendo gli occhi, possiamo immaginare una Torino molto diversa da quella che conosciamo oggi.

 


«Progettare per rigenerare il nostro patrimonio»
Leggi l’opinione di Benedetto Camerana, maggio 2020