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Disegnare la città

di Benedetto Camerana

Concepire la città dello sport

Torino, primavera 2021

In questi anni l’aggiornamento dell’idea di qualità della vita urbana e i relativi indici vedono crescere la centralità delle attività sportive e delle possibilità di praticarle. Entra dunque in gioco un mix di offerte basato sulle potenzialità naturali del territorio e sull’organizzazione pubblica e privata delle attività. Sul primo punto, Torino offre ai praticanti una vasta gamma di fiumi, montagne, parchi, boschi, un ricco resort di terreni e acque disponibili per salite e discese su ruote, rotelle, sci, per scalate, corse, passeggiate, remate, ogni tipo di svago sportivo o relax. Sul secondo punto, l’offerta organizzata è straordinaria, dai circoli – golf, tennis, piscine – a un CUS molto strutturato su ogni tipo di attività agonistica o amatoriale, dai tanti centri sportivi pubblici fino a due club principali di calcio, perché anche lo sport passivo, da spettatori, ha un valore sociale, per lo svago e l’intrattenimento.

Poi ci sono i grandi eventi internazionali, occasioni eccezionali per far conoscere le qualità di Torino al mondo e a noi stessi. La grande novità del 2021 è il grand clou delle Nitto ATP Finals, che a novembre daranno il via alle sfide degli 8 super eroi mondiali del tennis, che si ripeteranno ogni anno per cinque anni, probabilmente superando (ci stiamo lavorando con entusiasmo in queste settimane) per forza mediatica internazionale le già vincenti Olimpiadi invernali del 2006.

E su questo promettente presente già si intravede il futuro prossimo, l’orizzonte possibile delle Universiadi 2025. Però, tra un evento e l’altro, continua la vita di ogni giorno: a questo livello, è fondamentale garantire la qualità e la quantità dell’offerta di impianti pubblici. Oggi gli scenari più aggiornati e funzionali propongono il mix tra pubblico e privato, in particolare la concessione di centri pubblici a gestori privati. Una novità interessante per l’Italia è in arrivo dall’Europa: la società GO Fit, che gestisce 25 centri sportivi pubblici in Spagna, si è proposta al Comune di Milano per prendere in concessione due importanti impianti pubblici con gestione della struttura esistente e realizzazione in project financing di una nuova struttura.

Attività libera nei parchi, sulle colline e lungo i fiumi, offerta organizzata agonistica e amatoriale, grandi eventi e nuovi progetti urbanistici per lo sport: una mappa di idee per la Torino del futuro

Ma è a Torino che GO Fit dovrebbe aprire il primo centro in Italia, con l’acquisizione del Mercato dei Fiori, un bel fabbricato pubblico degli anni ’60, abbandonato da almeno dieci anni, trasformato (su mio progetto) in un grande centro sportivo. Lo vedremo nel 2022. Ma la pratica sportiva che più definisce la qualità della vita di una città è quella libera e amatoriale, praticata negli spazi pubblici. Torino regala ai cittadini la sua straordinaria ricchezza di aree fluviali e collinari, prima di tutto per la corsa e la bicicletta. Però la domanda crescente richiede progettualità: mancano piste dedicate agli adepti delle mountain e cross bike, che spesso entrano in conflitto coi passeggiatori e i runner. E l’acqua dei fiumi è quasi solo guardata dalle rive, altrimenti vissuta dai rematori, su kajak o skiff. Manca però completamente la cultura della nuotata, o del bagno, anche con struttura.

Se è per ragioni di inquinamento e sporcizia, abbiamo solo da pungolare la gestione pubblica. Ma è quasi del tutto assente anche l’abitudine a ‘stare’ sul fiume, percorrendolo lentamente o abbandonandosi alla lenta corrente su una barca a remi, con un approccio non sportivo. Guardiamo altre città, come vivono sui laghi gli abitanti di Berlino, guardiamo i circoli di nuoto sul Reno a Basilea o le infinite barchette che punteggiano il Danubio a Belgrado.

Abbiamo fiumi straordinari che sono vissuti troppo poco. Idee da sviluppare per la prossima guida della città.


«Progettare per rigenerare il nostro patrimonio»
Leggi l’opinione di Benedetto Camerana, maggio 2020