L’uomo come “animale sociale” è un concetto vecchio quanto Aristotele e la sua Politica. E per quanto possiamo provare a convincerci del contrario, a un certo punto arriva la realtà e, come spesso fa, ci sbugiarda.
La storia de Il Cucinino nasce a ridosso della pandemia, quando tre ragazzi, a Torino, zona via Braccini, decidono di aprire una dark kitchen (l’unica apparente alternativa di ristorazione in tempi di Covid). Conclusasi questa spiacevole parentesi, Il Cucinino diventa un vero e proprio ristorante, e alla cui guida ci sono sempre quei ragazzi: Marco, Carlo e Mirko.
Nel giro di qualche anno Il Cucinino diventa un caso, un successo social e sociale di notevole rilevanza, e per capirlo meglio ce lo siamo fatti raccontare da uno dei fondatori, Marco Rocco: «Quando siamo diventati un ristorante a tutti gli effetti è andato tutto abbastanza bene fin da subito. Approfittando del momento abbiamo raddoppiato aprendo in via Mazzini un secondo locale, con molti più coperti».
Ed è qui che, sfruttando gli spazi più ampi, scatta l’intuizione, la svolta: «Ci siamo resi conto che nel post pandemia la gente più di ogni altra cosa ricercava la socialità perduta. E noi avevamo la formula giusta». Nasce così il format Eat&Meet, ovvero cene tra sconosciuti a tema (viaggi, sport, cinema…), ogni mercoledì. «Tutto è iniziato quasi come un gioco, ma abbiamo capito abbastanza subito che la strada doveva essere quella; d’altronde oggi la gente ha nuovamente voglia di chiacchierare, conoscere, esplorare…».
Come funziona? «Noi disponiamo i tavoli secondo gli argomenti, la gente si prenota e poi tutto avviene naturalmente». Un aperitivo iniziale però aiuta a rompere il ghiaccio… «Sì queste cene sono dinamiche, durante la serata facciamo anche un gioco e alla fine il tavolo migliore vince un premio». Feedback? «Incredibilmente positivi. Da allora non abbiamo saltato neanche un mercoledì».
Eat&Meet diventa poi un fenomeno social, con una pagina Instagram e una Tik Tok che macinano numeri raccontando Il Cucinino e Torino. «Noi amiamo questa città e raccontarla sui social o qui al ristorante è sempre un piacere. Oggi portiamo avanti in settimana vari format, dalla stand-up comedy ai tarocchi (sull’onda esoterica di Torino), e sono sempre un successo».
Dove sta il segreto? Secondo noi anzitutto nella passione. Lo abbiamo detto anche ai ragazzi: l’amore per la città e per il format che hanno inventato trasuda da ogni parola di questa intervista. E poi c’è l’uomo che, come da incipit, è animale sociale, e questo non cambierà mai. Con buona pace di ogni algoritmo.
