Poltroncine in velluto, blu petrolio un po’ ovunque, musica da piano bar, vibes anni ’20… Potremmo essere in un film di Martin Scorsese (speriamo con meno spari), e invece siamo in piazza Vittorio, che quest’anno compie 200 anni, e si è “regalata” il nuovo Flora 1925, al civico N°24.
In realtà, appunto, il Flora è qui dal 1925 (anno in cui Fitzgerald pubblica Il grande Gatsby, per dire), ma ha recentemente cambiato praticamente tutto (veste, offerta…), e noi in occasione di questo speciale food non potevamo non venire a provarlo. Ovviamente per raccontarvelo.
Diciamo subito una cosa, il Flora 1925 sarà anche cambiato in tantissimi aspetti, ma uno rimane assolutamente invariato: la posizione probabilmente più bella di Torino; con uno dei dehors più scenografici della città, immerso in piazza Vittorio, affacciato sul Po, osservato speciale della bella collina torinese.

Uno spettacolo estetico encomiabile cui fa da degno contraltare il restyling degli interni del Flora, già in parte raccontato, che strizza l’occhio all’eleganza newyorchese di certi american bar e alla classe dei bel club di Soho.
Sì, ma cosa si mangia (e beve)? L’offerta del nuovo Flora 1925 si articola essenzialmente su due mood (per ora): quello dedicato ai dandy, rilassato ed easy, ovvero l’aperitivo, con annesse tapas, e il momento del dopocena, con più sprint e movimento.

Apprezzabile l’idea in questo senso di dedicare ai due momenti due drink-list separate; molto apprezzabile la selezione di spirits (qualitativa e completa); apprezzabilissima l’idea di abbinare ai cocktail nomi affascinanti di icone degli anni ’20. A questo proposito noi abbiamo ordinato: un Marinetti (il padre del Futurismo), con vermouth rosso, vodka, kombucha al gelsomino e bitter al pompelmo; un Clara Bow (icona sexy degli anni ruggenti), con pisco, Skinos Mastiha, vermouth e bitter all’arancia; e per finire un analcolico, ovvero un Noël Coward (mito di West End, Broadway e non solo), con gin zero alcol, Seedlip Groove 42 e lapsang.
Tutti peraltro ben spiegati da Alessia. Così come i due piatti che ci sono stati portati per l’aperitivo: un katsu sando alla piemontese con salsiccia di Bra, spinaci novelli, riso croccante, sugo d’arrosto e salsa al burro di arachidi (piemontese e internazionale, sfizioso ma senza eccessi); e un hummus di lenticchie rosse con rucola selvatica, olive taggiasche e olio extravergine (la proposta vegetale che volevamo, anche lei ottima, giusto compromesso tra cosmopolitismo e sapori nostrani).

Materie prime (quasi) semplici, valorizzate al meglio. La via enogastronomica pare quella giusta. E noi non possiamo che essere felici. Perché? Perché questo nuovo Flora nasce da un progetto che dalle altre parti del mondo è la quotidianità e invece da noi non così tanto; questo rinnovato corso ha origine infatti dall’ambizione di una quindicina di imprenditori torinesi che, uniti da un’idea di Marco Vallario (idea nata in quell’incubatore di business che è il Biz&Club), hanno deciso di dare nuova linfa a un locale cult della città. Unendo sogni, convinzioni, interessi… ma soprattutto tanto spirito imprenditoriale.
La voglia è quella di rivedere splendere un locale con una posizione semplicemente imbattibile, affiancandole una proposta food & wine intelligente e attenta, in linea con una piazza Vittorio che deve tornare a credere in un’identità di piazza evoluta e consapevole della meraviglia di cui è custode.

Il risultato, a circa un mese dall’apertura, è un Flora ritrovato, sicuramente intrigante, ben avviato, ma ancora ricco di frecce e sorprese al proprio arco. L’inizio fa ben sperare, ma torneremo a scoprire ciò che di nuovo bolle in pentola.
L’offerta del nuovo Flora 1925 si articola essenzialmente su due mood (per ora): quello dedicato all’aperitivo e quello dedicato al dopocena
Il Flora è in piazza Vittorio dal 1925, ma ha recentemente cambiato praticamente tutto (veste, offerta…)
FLORA 1925
Tel. 346.9532995

(foto MARCO CARULLI)
(Servizio publiredazionale)
