Quando si deve scegliere il nome di un prodotto, solitamente si cerca di trovarne uno accattivante e rappresentativo; che non solo lo descriva, ma che in qualche maniera risulti già come un primo passo di marketing e promozione. D’altronde un prodotto viene creato per essere venduto e ogni particolare, soprattutto il nome, deve cercare di lavorare in questa direzione. Per questo motivo, il momento in cui si assegna il nome a un prodotto è particolarmente rilevante e in futuro, se lo stesso avrà successo, sarà ricordato come passaggio determinante della sua storia.
Ecco, prendete tutto quello di cui abbiamo parlato e accantonatelo, perché oggi vi raccontiamo la storia del Puzzone di Moena.
Intanto di che si tratta? Di un formaggio. O come direbbero gli esperti: di un formaggio artigianale d’alpeggio prodotto con latte vaccino intero crudo, a pasta cotta e pressata.
È un formaggio a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e quindi può essere prodotto solo nei caseifici di Moena e Predazzo, tra Val di Fassa e Val di Fiemme, in Trentino.
Il suo nome è la traduzione assolutamente non letterale del ladino spretz tzaori che in realtà significa “formaggio molto saporito”… Una definizione un po’ diversa da “puzzone”, anche se proprio l’eccentricità di questa scelta ha portato notevole fama a questo formaggio. Insieme ovviamente alla sua qualità, sicuramente pregevole, e al fatto che se ne producono non troppe forme (e la scarsità crea valore).
In più, è un formaggio relativamente giovane, passato direttamente dalla produzione per autoconsumo alla commercializzazione solo durante gli anni ’70, fino alla consacrazione dei giorni nostri.
Il Puzzone di Moena è oggi un formaggio sicuramente non per tutti, con un odore intenso e molto aromatico, e una personalità assolutamente decisa. Si abbina bene ad altri prodotti dall’identità solida, quindi vini rossi, birre scure, pane integrale… Ed è difficile che non si prenda un posto da protagonista a tavola, non a caso lo troverete principalmente all’interno di degustazioni, dal lato dei formaggi a medio-lunga stagionatura.
Se volete a Torino lo potete trovare in corso Vinzaglio 29, da Borgiattino, insieme a tantissimi altri formaggi spettacolari e insoliti (sono oltre 130 le referenze disponibili), e ad altre storie di questo tipo, che potete anche farvi raccontare in loco; perché il bello di questi prodotti è che non si mangiano solamente, ma si ascoltano, si raccontano, e ci narrano storie che mai avremmo pensato di ritrovare in una forma di formaggio.
