L’altro giorno siamo stati invitati da Street Smash Burgers per assaggiare in via Principe Amedeo 49 la loro proposta. Vi raccontiamo com’è andata, ma prima un po’ di contesto.
Street Smash Burgers nasce anni fa a Lisbona, da un’idea dei fondatori, Carlos e Bea, e dal loro piccolo locale a Campo de Ourique. In breve tempo, i loro panini passano dal quartiere a tutto il Portogallo, diventando più che una “catena”, un movimento, in cui la parola “Street” comincia a diventare sinonimo di smashburger di qualità, giungendo anche a Zurigo, Milano, Roma e, finalmente, Torino.
E qui entriamo in gioco noi, desiderosi di scoprire finalmente la realtà di Street Smash Burgers arrivata anche nella nostra città. Possiamo quindi tornare al racconto del nostro test.
Cosa abbiamo preso? Un panino per tipo: Street Burger, Classic Burger e Bacon Burger; e poi i tre tipi di patatine: fritte, dolci e tartufate.

Valutazioni complessive. La carne è di qualità e soprattutto è smashata bene, nel senso che non solo ha la crosta, ma è anche ben cotta (i patty crudi non si mangiano). Il pane è di quelli in fin dei conti “giusti”, dolce quanto basta, senza diventare stucchevole, e della consistenza opportuna ad accompagnare la carne senza sgretolarsi o ammollarsi. Per quanto il più impattante dei tre panini sia sicuramente il Bacon Burger (probabilmente anche grazie alla salsa segreta), è forse il Classic quello che, alla lunga, soprattutto grazie a insalata e pomodori, ci ha sorpreso di più. Note di merito comuni a tutti i panini: la presenza di cetriolini non scontata oggi purtroppo negli smashburger (anzi ne avremmo graditi pure di più), la leggera tostatura del pane molto piacevole, il doppio patty di default (la solita opzione singolo/doppio non la capiamo molto…). Capitolo patatine fritte e dolci: assolutamente a livello, fanno quello che devono fare. Mentre ci hanno stupito quelle al tartufo, insospettabilmente piacevoli e bilanciate (fatto raro quando si parla di pietanze “tartufate”). Interessantissime entrambe le salse, costano un euro, ma ha senso provarle.
Riassumendo: all’inizio eravamo un po’ scettici di fronte all’ennesima apertura dedicata agli smashburger (e anche un po’ stufi), ma abbiamo trovato prodotti di livello e idee interessanti; sicuramente alcuni aspetti sono da limare, ma è giusto concedere un po’ di rodaggio. I prezzi sono leggermente più alti della media, ma probabilmente servono anche per posizionare il prodotto. Purtroppo quando siamo passati noi la limited edition con il pastrami era esaurita (ci sta, quando a Torino c’è, il pastrami finisce subito… ne abbiamo parlato qui e qui), ma torneremo per provare anche questa interessante versione.
